Giovani e mondo del lavoro: Fabrizio Di Salvo, dopo la laurea in legge, sogna le Forze armate

fabrizio di salvoL’ultima intervista della rubrica sui giovani e il mondo del lavoro vede come protagonista Fabrizio Di Salvo, studente della facoltà di Giurisprudenza, prossimo alla laurea.

Innanzi tutto cosa ti ha spinto a scegliere giurisprudenza?

Iscrivermi a giurisprudenza è stata senza dubbio la scelta più semplice e naturale della mia vita: il diritto mi affascina sin da piccolo, trovo estremamente interessante il fatto che sia il principale strumento con il quale garantire una pacifica convivenza in una società civile. Il diritto, infatti, non è qualcosa di distante da noi, ma è qualcosa di concreto, mi spiego meglio: la maggior parte dei comportamenti che teniamo quotidianamente corrispondono a una fattispecie astratta prevista da una norma giuridica (basti pensare all’acquisto di un giornale in edicola, che non è altro che un contratto di compravendita). E’ la voglia di conoscere questi meccanismi che mi ha spinto ad intraprendere questo percorso di studi.

Hai scelto questa facoltà perché avevi già in mente una professione in particolare (avvocato, notaio o magistrato) oppure perché ti affascinava il diritto?

In realtà, non mi sono iscritto alla facoltà di giurisprudenza con l’idea di una professione ben precisa; il motivo principale, che mi ha spinto a fare questa scelta, è stato l’idea di studiare qualcosa che mi piacesse davvero.

E adesso che sei quasi alla fine hai un’idea più precisa di cosa vorrai fare?

Guarda, sono molteplici le opportunità professionali, almeno sulla carta, che vengono offerte ad un laureato in giurisprudenza. Al momento ti posso dire che la mia attenzione è concentrata su due possibili alternative: da un lato, l’idea di diventare avvocato non mi dispiacerebbe affatto; il problema è che attualmente non vedo un futuro roseo per chi intraprende questa professione, dovuto al fatto che, in Italia oggi ci sono troppi avvocati, solamente a Roma, per esempio, c’è un numero di avvocati iscritti all’ordine pari a quello dell’intera Francia!!! A questo va aggiunto poi l’esame di abilitazione e il fatto che si debba sostenere un tirocinio post laurea, che ha una durata abbastanza lunga (18 mesi), durante i quali si è sottopagati (sempre che si venga pagati, ovviamente); dall’altro lato, ci sarebbe il sogno di entrare nelle Forze armate, sulla scia di quanto fatto da mio padre, ma anche qui abbiamo visto tempi decisamente migliori: a causa del blocco del turn over, i posti messi a concorso annualmente sono sempre meno ma il numero dei partecipanti agli stessi cresce, volta per volta, in maniera esponenziale. Ma per adesso l’unica cosa a cui penso è laurearmi.

Il corso di studi dà una preparazione esclusivamente teorica o anche pratica? Sappiamo tutti che tra la teoria e la pratica c’è una differenza abissale. 

Posso tranquillamente risponderti che il mio corso di laurea dà una preparazione esclusivamente teorica, sono pochissimi i tentativi nell’altro senso.

Un laureato in giurisprudenza sa, non dico andare in udienza, ma quanto meno come comportarsi o agire in tribunale?

In teoria, sai come dovresti comportarti in pratica, scusa il giro di parole, il fatto è che nel corso di laurea sono ovviamente previste specifiche materie procedurali, che ti spiegano cosa deve contenere un atto giuridico e cosa fare ma, alla fine dei conti, non sai nemmeno come scriverlo materialmente. Queste sono tutte cose che imparerai dopo la laurea con il tirocinio.

Durante il corso di studi hai fatto qualche lavoro? Era attinente al corso di studi o totalmente estraneo?

Sin da quando frequentavo le scuole superiori, nel corso della stagione estiva, mi è capitato di svolgere alcuni lavori saltuari di vario genere, per potermi passare qualche piacere senza dover chiedere nulla ai miei genitori. Arrivato all’università, la situazione non è cambiata: sin dal primo anno ho continuato a svolgere dei lavori saltuari, lavori per i quali, non mi vergogno a dirlo, non è stata necessaria alcuna competenza specifica, men che meno erano attinenti al mio corso di studi. Ad oggi, la mia ultima esperienza lavorativa, è stata quella di venditore, presso un noto negozio di mobili catanese, dove ho lavorato per circa nove mesi, con un contratto di lavoro part-time a tempo determinato. Al momento, però, il contratto di lavoro mi è scaduto e sono in attesa di rinnovo, ma sto approfittando di questa “pausa” per dedicarmi totalmente allo studio.

                                                                                                    Annamaria Distefano

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Posted by on 11 ottobre 2013. Filed under Cronaca,Cultura,Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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