Il giornale

“Giornale della Chiesa, giornale della gente”. “La Voce dell’Jonio” adotta questo slogan e cerca di applicarlo nella quotidianità.

Giornale della Chiesa in quanto vuole essere, nella Diocesi acese ma non solo, strumento di nuova evangelizzazione, in applicazione di quella raccomandazione forte di Papa Giovanni Paolo II, “Predicatelo dai tetti”, rinnovata dal suo successore, Benedetto XVI, che conferma ai mezzi di comunicazione sociale, in ultimo alla Rete, il grande, delicato, prezioso compito di diffondere la Parola.

Giornale della gente perché ad essa è diretto e di essa vuole essere voce, per i contenuti che nel linguaggio. I contenuti (fede, religione, politica, cultura e spettacolo, sport, società): i temi nazionali e trattati con coerenza e competenza dall’agenzia Sir (Servizio informazioni religiose), edita dalla Conferenza episcopale italiana, i cui articoli permettono ai lettori di formarsi un’opinione; i temi locali, curati dalla redazione, formata da un gruppo di collaboratori seri, preparati, animati da spirito di servizio. Questa “mission” intendiamo svolgerla nella fedeltà alla Chiesa, rappresentata dal Vescovo, e nella libertà di spendere i talenti che il Buon Dio ci ha affidato.

Il segreto, se tale è, è proprio lo spirito di servizio. “La Voce dell’Jonio” dal 1958 (anno in cui fu fondata da Orazio Vecchio, mio padre) si offre alla Chiesa e alla gente con lo stesso spirito di servizio per la comunità, animata dalla volontà di informare e formare i suoi lettori, in piena libertà, “condizionata” soltanto dal proprio obiettivo. Così, ogni tanto, questo giornale sembra una voce fuori del coro, “clamans in deserto”: perché non imita gli aedi, non plaude, non acclama; ma cerca di leggere la realtà (dei grandi come dei piccoli avvenimenti), secondo la propria ispirazione cristiana, e presentarla, la realtà, spiegarla se necessario, ai suoi lettori. L’impresa non è semplice, anche perché “la vigna è grande” e non sono pochi gli operai ma i mezzi.

Ma non disperiamo né abbandoniamo il campo. Anzi lavoreremo di più per trovarli, i mezzi, convinti come siamo che una voce come questa nella comunità diocesana di Acireale è certamente utile; ha solo bisogno di essere seguita, aiutata e migliorata. Perciò confidiamo nel Signore e nella Comunità tutta.

Il direttore
Giuseppe Vecchio