Acireale / Con #Memore alla scoperta della chiesa di San Francesco di Paola

Il prospetto della chiesa (foto Tony Pavone)

Venerdì 14 dicembre secondo appuntamento con l’iniziativa culturale #Memore Ep.1 – chiese aperte, realizzata dalla Fondazione Bellini di Acireale, insieme al Comune e alla Diocesi di Acireale e con la collaborazione della locale associazione “Cento Campanili”. Un’occasione offerta agli acesi per scoprire le bellezze architettoniche ed artistiche della chiesa dedicata a San Francesco di Paola (fondatore dell’Ordine dei Minimi ), ma anche un modo per conoscere la storia del quartiere, oggi un po’ dimenticato, e che un tempo rappresentava una degli snodi più importanti della città. La manifestazione si è svolta nel corso nell’intero fine settimana.

L’incontro è stato introdotto dal consigliere della Fondazione avv. Elisa Marino, che ha presentato le due relatrici: la dott.ssa Maria Concetta Gravagno, direttrice della Biblioteca Zelante di Acireale, e l’arch. Felicia Cutolo, docente presso il Liceo Statale “Archimede” di Acireale.

La storica Maria Concetta Gravagno ha trattato della storia del Santo calabrese (vissuto tra il 1416 e il 1507 ) e del suo culto nel territorio delle Aci. “Quella di Acireale è una delle prime chiese a lui dedicate in Sicilia e venne iniziata ad edificare nella prima metà del XVI sec.; completata nel 1602 in un luogo che all’epoca costituiva un importantissimo snodo viario, venne poi ricostruita interamente dopo il terremoto del 1693 su disegno dell’arch. Paolo Amico Guarrera, grazie alle offerte dei fedeli e a sussidi comunali ma anche alle somme ricavate dalle multe irrogate dalle autorità ecclesiastiche ed al lavoro forzato dei carcerati”.

L’arch. Felicia Cutolo ha poi illustrato le caratteristiche architettoniche. La chiesa ha un impianto semplice ad unica navata. Il prospetto (realizzato successivamente al terremoto del 1818) si presenta libero e rialzato rispetto alla sede stradale ed ha la torre campanaria nella parte sommitale. Al suo interno si ammira un barocco settecentesco dalle forme armoniose e decorazione sobrie in stucco. Da evidenziare la pavimentazione originale in cotto maiolicato nella zona del presbiterio, mentre tutti gli altari sono realizzati in legno rivestiti di vetro. Interessanti anche la pala d’altare del Santo titolare (sec. XVII),  l’organo settecentesco e l’antico fercolo processionale.

Ha preso, quindi, la parola il geom. Antonino Amore, responsabile dell’antica confraternita di San Francesco di Paola (la cui presenza è storicamente attestata sin dal 1634) per ricordare come la devozione al Santo era molto diffusa un tempo, mentre oggi è parecchio scemata. “Fino al 1962 era rettore della chiesa il can. Francesco Foti, poi fu l’oblio e l’abbandono”. La confraternita cura ancora oggi la chiesa e onora ogni anno il Santo titolare nel giorno della memoria liturgica, il 2 aprile. L’ultima processione della pregevole statua è svolta nel 2007, in occasione del quinto centenario della sua morte. Amore ha poi mostrato ai presenti una piccola raccolta di vari oggetti (cimeli dell’antica confraternita, ex voto e reliquie) legati al culto del Santo paolano, canonizzato da Leone X il 1° maggio 1519 e nel 1943 proclamato da Pio XII “patrono della gente di mare della nazione italiana”.

Erano presenti alla serata e hanno desiderato porgere i loro saluti il prof. Rosario Faraci, presidente della Fondazione, e don Mario Fresta, parroco della Cattedrale (nel cui territorio ricade la chiesa).

Guido Leonardi