Acireale / Il presidente Crocetta delibera lo stato di calamità naturale, il Vescovo Raspanti preannuncia una preghiera speciale la sera del 14 novembre

 

L’attenzione e la vicinanza del Vescovo della diocesi, mons. Antonino Raspanti e del presidente della Regione, Rosario Crocetta, agli acesi ancora storditi e impauriti dalla tromba d’aria che si è abbattuta sulla città mercoledì scorso.
Venerdì 7 novembre, ad Acireale, si è riunita, in seduta straordinaria, la giunta regionale siciliana presieduta da Rosario Crocetta, insieme coi sindaci di Acireale, Barbagallo, e di Giarre, Bonaccorsi, per deliberare lo stato di calamità naturale.

Il presidente della Regione Crocetta ad Acireale. Si riconoscono, tra gli altri, il sindaco di Acireale Barbagallo e quello di Giarre Bonaccorsi

Al suo arrivo Crocetta annuncia: «Sono venuto per dirvi che sono vicino a voi». Inizia ad elencare i danni e i luoghi colpiti dalla tromba d’aria il dirigente della Protezione civile, Giuseppe Torrisi, che dice: «Dopo opportuni accertamenti possiamo dichiarare che i principali Comuni colpiti dalla tromba d’aria sono stati, in ordine di gravità: Acireale, Acicastello, Catania, Giarre, Acicatena, Misterbianco, Calatabiano, Piedimonte Etneo, Sant’Alfio e i Comuni della provincia di Siracusa. I danni urbani sono divisibili in: danni ai privati, danni di tipo pubblico, danni ad alberi. Ci sono poi stati danni rurali: danneggiamenti a livello agricolo, artigianale, e danni fisici a serre ed aziende, e i conseguenti danni indiretti al settore commerciale».

Uno degli alberi abbattuti dalla tromba d'aria, in piazza Garibaldi

Uno degli alberi abbattuti dalla tromba d’aria, in piazza Garibaldi

Il sindaco di Acireale chiede a Crocetta:«Rispetto a tutti gli altri comuni, Acireale ha un’emergenza in più, che è quella dei cittadini che hanno subito danni ingenti alle proprie abitazioni e ai quali è entrata acqua nelle case in questi giorni di pioggia. Io ho l’esigenza primaria di restituire loro le proprie case. Ho bisogno di risorse immediate». Crocetta a suddetto resoconto e richieste risponde:«Io direi di deliberare una dichiarazione di stato di calamità naturale, e chiederò ai ministri di dichiarare lo stato di emergenza una volta accertati i danni subiti»; importante per il Presidente della Regione siciliana è far avviare la procedura e far partire subito il meccanismo. E più volte ripete: «Nessuno resterà senza abitazione, nessuno sarà abbandonato, sono venuto per dirvi che sono vicino a voi». E questo è quello che sperano gli acesi e tutti i siciliani colpiti dalla tromba d’aria in questi giorni, sperano che tutto possa tornare al più presto alla normalità.

Il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, in una nota diffusa dall’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi, afferma: “Nonostante il flagello del maltempo, siamo grati al Signore che non ci siano vittime nella nostra Acireale. Molti di noi sono stati presi dalla paura in questi giorni per la violenza dei fenomeni atmosferici cui abbiamo assistito impotenti. Abbiamo pregato e ringraziato per l’incolumità fisica degli Acesi”. E aggiunge: “Insieme ai parroci sono vicino a tutti coloro che hanno subito danni di ogni genere; siamo chiamati tutti a ricostruire, seppur in tempi non favorevoli. Le forze non verranno meno! Essendo vicini al 14 novembre desidero elevare il nostro grazie a Cristo e alla Sua figlia martire Venera, nostra celeste patrona, oltre che per la protezione accordataci nel 1941 anche per quest’attuale attenzione riservata a noi Acesi”. Infine, mons. Raspanti annuncia: “A termine della Messa serale del 14 novembre pronuncerò una speciale preghiera per la Città e invocherò la protezione dell’Altissimo per intercessione di santa Venera».

   Ileana Bella

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Posted by on 8 novembre 2014. Filed under Acireale,Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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