Acireale / Presentato alla Zelantea il Catalogo delle opere a stampa di Salvatore Pennisi

stampe anticheInteressante, nella sala “Cristoforo Cosentini” della Biblioteca Zelantea, la presentazione del “Catalogo delle opere a stampa delle città di Acireale, Aci Catena ed Aci Sant’Antonio dal XVII secolo al 1817”, di Salvatore Pennisi, edito da Galatea Editrice 2014. La manifestazione è organizzata dall’Accademia, dal Lions, di cui è presidente il dott. Silvio Cavallaro, e dalla città di Acireale.

Il Catalogo è dotato di sette figure, due rappresentanti la Madonna, rispettivamente del Santuario di Valverde (ca.1590-1662) e di Dagala del Re (Palermo, 1663); due frontespizi, l’uno del volume “Il Sebastiano” di Vincenzo Geremia (Messina, 1634), prima opera a stampa di autore acese; l’altro dell’Almanacco di Candido Michele Gangi (Aci Catena, 1757); l’Antiporta allegorica del libro di Pietro Paolo Platania, Il trionfo di San Pietro (Napoli, 1680); il ritratto dell’Autore (Napoli, 1680); l’Antiporta con Santa Venera del libro “Canzoncine e preghiere” (Catania,1766). Dopo la dotta introduzione del presidente, dott. Giuseppe Contarino, presenta brillantemente il Catalogo il  prof. Carmelo Erio Fiore dell’Università di stampe antiche 2Catania, erudito bibliofilo. Citati Pontiggia e Umberto Eco, quali illustri bibliofili, il relatore sostiene l’importanza di un catalogo storico. Elogia l’opera di Pennisi per l’accuratezza scientifica con cui è stata redatta. Parla del tessuto sociale nell’arco di tempo dal Seicento agli inizi dell’Ottocento, passando in rassegna le varie opere trattate da Pennisi, amante del territorio in oggetto. Osserva, infine, che 96 testi teatrali sono andati perduti, augurando che qualcuno di essi possa essere rintracciato.

La dott. Maria Concetta Gravagno, direttrice della Biblioteca, addita nel Catalogo di Pennisi un proficuo strumento per gli studiosi. Dopo un excursus sull’istruzione nei conventi e sulla cultura nel XVII secolo in Italia e in Sicilia, parla della formazione di Accademie e relativa nascita della Zelantea, protettrice Santa Venera; dei lasciti di Gulli e Pennisi; di soprannomi dei soci; di melodrammi, recitati nella pubblica piazza di Acireale. L’intervento della prof. Cettina Laudani dell’Università di Catania verte sul lavoro di ricerca del Pennisi con rigore scientifico, per venticinque anni. Il dott. Salvatore Pennisi ringrazia i numerosi partecipanti, cercando di coinvolgerli nella collaborazione per la ricerca dei testi scomparsi.

                                                          Anna Bella

 

Please follow and like us:
Posted by on 3 febbraio 2015. Filed under Acireale,Cronaca,Cultura,In evidenza,Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Solve : *
30 ⁄ 10 =