Acireale / Savagnone a S. Maria degli Angeli: “I cattolici s’impegnino a costruire Cieli e Terra nuovi”

La parrocchia Santa Maria degli Angeli di Acireale, guidata dall’attivissimo don Giuseppe Russo, ha ospitato il prof. Giuseppe Savagnone, noto  intellettuale cattolico palermitano, nel ciclo difoto (13) conferenze volte a discutere e dibattere, con persone competenti, temi di scottante attualità.
Savagnone ha trattato con brillante scioltezza il tema dell’impegno coerente dei cattolici ponendo la domanda provocatoria . “ In questo disastro politico, economico, morale, civile, dove sono stati i cattolici, cosa hanno fatto per impedire questa inarrestabile deriva? ”.

L’acuto relatore ha esordito ricamando un discorso a trame larghe, partendo da lontano e spiegando come i cristiani non hanno saputo ricomporre il sacro ed il profano  vivendo la quotidianità separata dal sentimento religioso,  tranne che nelle celebrazioni liturgiche.

Nel Vecchio Testamento la storia di Dio con il popolo ebraico è scandito dalla sacralità che caratterizza ogni evento decisivo ed importante. I messaggeri di Jahveh sono infatti sacerdoti o profeti ovvero “puri” ed il tempio è il luogo nel quale Dio “abita” ed incontra il suo popolo.

Nel Nuovo Testamento, ossia nei Vangeli che narrano la vita di Gesù, sacro e profano coincidono, anzi non esiste alcuna distinzione. Tutto è sacro se crediamo nel Cristo risorto che vive la nostra ferialità,  ogni giorno accanto a noi, fino alla fine dei tempi. Gesù frequentò certamente le sinagoghe e si recò nel Tempio, più volte,  ma il suo campo d’azione preferito furono le strade, le case, i monti, il lago Tiberiade, là dove si incontravano più facilmente i malati, i poveri, i dannati, le meretrici, insomma gli esclusi anche nella società del tempo, non trascurando ovviamente i pagani, i ricchi, i peccatori, perché ha portato la salvezza per il mondo. Cristo non fu scriba, ne fariseo, non assunse sulla Terra alcun titolo onorifico o di prestigio; come scrisse Davide Maria Turoldo : “Cristo era un laico!”, nel senso che era libero da schemi, precetti, disposizioni, divieti. Cristo è Dio,  è il Logos, è la Via, la Verità e la Vita.

Savagnone è dell’avviso che i cattolici, lasciando che il sacro avesse un posto residuale nelle loro occupazioni, non abbiano compiutamente compreso, ad esempio, che la politica, nel momento che si occupa di gestire le risorse dei cittadini ridistribuendole, sotto forma di servizi, secondo i bisogni di tutti, con giustizia e solidarietà, in teoria (secondo i princìpi costituzionali), per il raggiungimento del Bene Comune, riveste una sacralità perché si occupa dell’uomo, creatura di Dio, dei suoi bisogni, quindi del suo corpo e della sua anima.  Anche se l’uomo deve imparare a considerare sacro ogni essere vivente, persino le pietre, perché tutto l’universo è teofania, ovvero manifestazione del divino, del suo progetto e quindi del suo immenso amore.

Ogni atto umano dovrebbe dunque tendere verso il sacro, ammantandosi di etica, amore, pietas umana, perché l’azione di ciascuno ha dei riflessi e conseguenze sugli altri, sull’ambiente circostante.

Se un costruttore costruisce male un edificio scolastico, in caso di terremoto rischiano la vita centinaia di studenti. Se seppelliamo la spazzatura insieme a sostanze nocive, avveleniamo le acque ed il suolo, compromettendo la salute di tanti cittadini. Se raggiungiamo velocità elevate in auto rischiamo di coinvolgere gravemente i passanti. Tutto ciò che facciamo può avere risvolti postivi o negativi.

Occorre dunque rinnovare la vita politica, l’economia, l’educazione e la cultura,  lo sport, le famiglie, quindi le relazioni umane, rivestendole di spirito evangelico;  solo così è possibile cambiare il mondo, per ottenere Cieli e Terra nuovi. Questa è la missione dei cristiani, di ogni luogo e di ogni tempo!.

Orazio Maltese