Acitrezza / I problemi dei pescatori e dei naviganti domani nella “Festa del mare”

Sarà il borgo marinaro di Aci Trezza ad ospitare quest’anno la 7^ edizione della “Festa del mare”. L’evento si svolgerà nella serata di domani, venerdì 19 luglio, a partire dalle 21 nella cornice del sagrato della chiesa madre di San Giovanni Battista.
Particolare il tema scelto per l’occasione dall’Ufficio diocesano per la pastorale dei migranti, che cura anche il settore legato alla gente di mare, diretto da don Lucio Cannavò.
Durante la manifestazione, infatti, si parlerà delle problematiche dei pescatori e dei naviganti, seguendo l’unica traccia che porterà “Dall’ostile … allo stile”. Ad intervenire saranno quindi il direttore dell’ufficio “Apostolato del mare” della diocesi di Siracusa don Claudio Magro, ed il nostromo Matteo Di Flavia volontario dell’associazione “Stella Maris” di Milazzo.

Il sacerdote siracusano approfondirà l’argomento relativo alla pesca a prova di “Laudato sii”, l’enciclica del 2015 di Papa Francesco, mentre l’aspetto legato ad “Un mare sempre più amaro” verrà affrontato dall’esperto navigante milazzese. Porterà i saluti da parte della comunità trezzota il parroco don Carmelo Torrisi.
L’ “Apostolato del mare” è un organismo della Conferenza episcopale italiana, presente in molte diocesi della nostra penisola, che si occupa di offrire alle chiese contributi di studio, di proposta, di animazione e di coordinamento della cura pastorale della gente di mare. Per raggiungere questa finalità, promuove la testimonianza di vita cristiana messa in pratica dalla “Stella maris”, tramite i suoi volontari che svolgono attività marittima.
Per questo motivo, non a caso, quest’anno è stata scelta come sede dell’annuale incontro una località simbolo come Aci Trezza, dove ancora resiste una valida rappresentanza tra naviganti e pescatori, nonostante la crisi occupazionale del settore, dovuta anche all’impoverimento del mare ed all’incremento delle regole da parte della Comunità europea, abbia colpito profondamente il paese dei “Malavoglia” dove in un tempo non molto lontano era rigogliosa l’attività ittica.

Davide Bonaccorso