Alternanza scuola-lavoro / Un’ospite inattesa nella nostra redazione durante l’ultimo incontro

Nell’ultimo incontro di alternanza scuola-lavoro, presso la nostra redazione ha fatto ingresso un’ospite inattesa, che ha creato un po’ di disorientamento per la novità imprevista, ma ha pure messo in evidenza alcune qualità umane degli allievi, che non avevano finora avuto occasione di evidenziare.

La rondinella salvata, tra le mani di Lucia

È successo che Lucia, una delle allieve del liceo scientifico di Aci Bonaccorsi, ha raccolto in un’aiuola di piazza Duomo una piccola rondine caduta dal nido, che non riusciva ancora a volare autonomamente. E nel raccoglierla ha cominciato a preoccuparsi per lei, portandola poi in redazione e trattandola come un bambino indifeso, accarezzandola e coccolandola.

Subito sono emerse due emergenze: la prima, preoccuparsi di alimentarla, non sapendo se avesse fame; e la seconda, scoprirne le condizioni di salute, se fosse ferita o se avesse qualche problema fisico. E qui è scattata subito una gara di solidarietà tra i ragazzi davvero encomiabile. Per la prima emergenza, constatato che nessuno dei presenti avesse biscotti, crackers o altro da mangiare, un paio di ragazzi sono andati a comprare una cialda di cono per gelato che, sbriciolata, Lucia ha cercato di far mangiare alla piccola rondinella.

La gara di solidarietà per accudire la piccola rondine

L’animaletto ha subito dimostrato di gradire le attenzioni prestate, attaccandosi con le zampette alla mano di Lucia e accucciandosi con la testolina nel palmo della sua mano. Per la seconda emergenza, invece, Lucia ha deciso – supportata da tutto il gruppo – di portare la rondinella dal veterinario più vicino (anche accollandosi eventuali spese, se necessario), che si trova in via Galatea, vicinissimo alla redazione. Accertato telefonicamente che lo studio fosse aperto, siamo partiti tutti in gruppo per l’ambulatorio veterinario. Il dottore ha controllato con attenzione la nostra piccola rondine, confermando che stava benissimo, che aveva l’apparato di volo già ben formato ed era sul punto di poter cominciare a volare, e forse proprio nel tentativo di intraprendere il primo volo era caduta a terra. Le ha poi fatto bere, con l’aiuto di una siringa senz’ago, una fialetta di soluzione glucosata, e ha dato a Lucia tutte le informazioni necessarie su come alimentarla e trattarla, finché non fosse stata autonoma e prendesse il volo. Il professionista si è dimostrato molto disponibile, compenetrandosi nella situazione, ed è implicito che non ha chiesto alcun compenso per la sua prestazione professionale.

Ci siamo rincuorati tutti e Lucia ha deciso di portare la rondinella a casa sua e di metterla nel giardino, nell’attesa che fosse in grado di prendere il volo autonomamente. E le ha pure dato un nome, Chessy, come diminutivo di Cassandra.

La squadra di salvataggio della piccola Chessy, presso la nostra redazione

È stato sicuramente un evento imprevisto che ha messo in evidenza – come dicevamo – le doti umane dei ragazzi: spirito di solidarietà, affettuosità, disponibilità, generosità, prontezza ad intervenire… Ed è stato anche un ottimo spunto per scrivere un pezzo giornalistico, al di là di qualunque fatto di cronaca o di qualunque situazione ricercata.

Per la cronaca, dopo che Lucia ha portato a casa sua la rondinella, nel corso della notte la piccola Chessy è riuscita a prendere il volo e a riprendersi la sua libertà. “Sono contenta per lei – ha commentato la nostra Lucia –, però mi manca.” E rispondendo ai nostri complimenti per il suo comportamento, ha commentato: “Ho fatto solo il mio dovere. Vorrei farlo tutti i giorni.” Con ciò dando una ulteriore riprova della sua sensibilità e della sua generosità.

Nino De Maria