Arte e fede / Inaugurata al Museo diocesano la mostra su “L’iconografia acese di S. Venera”

Il culto per Santa Venera, il suo legame con la città di Acireale, l’affermarsi progressivo nel tempo della devozione da parte dei fedeli ed il contemporaneo sviluppo architettonico ed artistico della città sono i punti cardine su    cui è incentrata la mostra dal titolo “L’iconografia acese di Santa Venera – Santa tutelare padrona”, che ha attualmente sede al Museo Diocesano di Palazzo D’Amico, in via Mons. Genuardi 16, ad Acireale.

                foto Consoli

Si tratta di un percorso completo, ricco di iconografie ritraenti la Santa in forma di pitture, statue di terracotta, in cera etc., provenienti dalle chiese cittadine e dell’hinterland. Un’iniziativa che mira  alla valorizzazione del patrimonio sacro locale.
“È una sinergia perfetta fra tre istituzioni importanti: la Chiesa, lo Stato e la Regione, che sta dando i suoi frutti ovunque in Sicilia”, ha affermato Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana, “È la nuova politica dei beni culturali, che passa attraverso la tutela di essi e la fruizione, esponendoli in luoghi adatti ed accessibili ma anche sicuri”, ha continuato lo stesso nella serata di inaugurazione della mostra.
Il Museo ospita, infatti, opere che mostrano il cammino dell’iconografia relativa a Santa Venera, fino ad arrivare all’immagine canonica e ormai di riferimento, realizzata da Giacinto Platania nel 1642. La tela, custodita nella Basilica Cattedrale, rappresenta la martire con tre oggetti nella mano sinistra: il crocifisso, la palma cinta da tre corone ed il libro. Osservando questi pezzi di arte sacra si ricostruisce l’iter dell’aspetto devozionale e quello della tradizione: in un olio su tela Venera è affiancata da San Sebastiano. Il quadro proviene dalla chiesa di Santa Tecla.
“La storia della Santa è contenuta in un patrimonio dipinto ed è stata accolta dalla gente di Acireale e tradotta nelle cose della vita quotidiana. È un corpo vivo che si muove in queste testimonianze”, ha affermato il vescovo, mons. Antonino Raspanti.
All’interno della mostra è presente anche un dipinto di proprietà del FEC (Ministero dell’Interno), sito nella chiesa di San Domenico ad Acireale, da poco restaurato, ritraente la Madonna e Sante Domenicane di Alessandro Vasta, collocabile intorno al 1755. “In attesa che la chiesa venisse resa agibile e tornasse a splendere abbiamo fatto in modo che il quadro potesse essere esposto alla vista di tutti” ha spiegato Rosalba Panvini, Soprintendente dei Beni Culturali e Ambientali di Catania.

Rita Messina