Parrocchia Cattedrale / Il benvenuto della comunità al nuovo parroco don Mario Fresta, con cui camminare insieme, uniti

Pubblichiamo il testo integrale del messaggio letto al termine della S. Messa celebrata lo scorso 10 ottobre in occasione dell’insediamento del nuovo parroco della comunità “Maria SS.ma Annunziata” (Cattedrale), don Mario Fresta. Il discorso è stato pronunciato, a nome di tutta la comunità, da Andrea Romeo, presidente dell’Azione Cattolica parrocchiale.

“Caro don Mario,

oggi la comunità della Cattedrale e la città tutta la accolgono calorosamente e le danno ufficialmente il benvenuto!  Per una comunità parrocchiale il cambio del parroco è sempre un momento particolare, specie se è stata guidata per tanti anni da un unico pastore. Non ci sembra giusto dire che si riparta da zero, ma è inevitabile che la comunità rinnovi il proprio entusiasmo e cerchi nuovi stimoli per continuare il cammino di fede alla guida del nuovo parroco.

Oggi siamo in tanti qui presenti, parrocchiani e non, ma ci permetta innanzitutto di rivolgere un caloroso saluto alle comunità di Macchia di Giarre e Tagliaborse, le quali hanno goduto del suo ministero sacerdotale negli ultimi anni. A loro, che ci onorano della loro presenza qui stasera, vanno i nostri migliori auguri per il prosieguo del percorso alla guida del nuovo parroco, il carissimo don Alfio Privitera, al quale ci legano stima e affetto per via del suo lungo e prezioso servizio come vice rettore del Seminario Diocesano.

Un affettuoso saluto lo rivolgiamo pure al nostro Vescovo Antonino che l’ha posta a guida della nostra comunità. Sentiamo forte il legame con la Chiesa Diocesana, a maggior ragione per il fatto che la nostra chiesa parrocchiale ha il privilegio di esserne la Cattedrale. A lui vanno il sostegno della nostra preghiera per il prezioso servizio che svolge, del quale spesso non se ne comprendono la difficoltà e la fatica.

Il nostro pensiero stasera non può non correre indietro a due mesi fa, a quel 12 agosto, giorno in cui ci fu annunciata la sua nomina a parroco della Cattedrale. Per felice coincidenza un nutrito gruppo di giovani della parrocchia si trovava, in quel momento, a Roma. Avevamo infatti appena partecipato all’incontro dei giovani italiani con Papa Francesco in preparazione al Sinodo dei Vescovi che proprio in questi giorni si sta celebrando ed eravamo letteralmente in cammino per le vie di un noto quartiere periferico di Roma.  Non stiamo qui a raccontarle l’entusiasmo di quei momenti, le domande insistenti (legittime) di chi non la conosceva, la trepidante attesa di incontrarla. A noi è subito venuta in mente la coincidenza con l’esperienza pre-sinodale che stavamo facendo, con il “cammino”. Noi, caro don Mario, siamo qui stasera non solo per una formale accoglienza, ma per dirle che siamo pronti e vogliamo camminare insieme a lei.

Camminare insieme non è semplice. Bisogna essere uniti, senza sparpagliarsi o cadere nella tentazione di prendere scorciatoie lasciandosi il gruppo alle spalle. Se qualcuno è meno attrezzato, lo si aiuta. Se qualcuno resta indietro, lo si aspetta. Se qualcuno è ferito, lo si porta in braccio. Camminare insieme è un esercizio bellissimo ma faticoso, che va eseguito giorno per giorno. E noi ci impegneremo quotidianamente sotto la sua guida.

Caro don Mario, tre cose sentiamo di dirle questa sera che la accogliamo tra noi.

Prima di tutto, con lei vogliamo metterci in ascolto del Padre. Vogliamo imparare a fare silenzio, e nel silenzio ascoltare la voce di Dio per mezzo della Sua Parola. Vogliamo svuotarci del superfluo per farci riempire da Lui. Se non viviamo personalmente l’incontro con Dio, tutte le nostre azioni, per quanto lodevoli, rischiano di essere ispirate da fragili sentimentalismi e avranno vita breve. Se il terreno non viene costantemente irrigato, diventa arido, e nulla mai vi potrà crescere. Siamo certi che lei ci aiuterà a costruirci una casa non sulla sabbia cedevole, ma sulla roccia!

Con lei vogliamo metterci al servizio della Chiesa. Sotto la sua paterna guida desideriamo sempre più sentirci parte attiva della Chiesa. Non vogliamo essere degli “attivisti” o esperti nell’organizzare eventi, ma donne e uomini che si assumono le proprie responsabilità di cristiani davanti alla comunità, negli incontri con i ragazzi e con i giovani, negli incontri con gli adulti, nel conforto agli ammalati, nella catechesi, nel servizio all’altare e ai poveri, mettendo al centro di tutto non i progetti, non le linee guida, ma la persona.

Con lei, infine, vogliamo stare sulle strade del mondo. La nostra chiesa ha la particolarità di affacciarsi sulla principale piazza cittadina, sovente teatro della manifestazione del comune sentimento religioso e dell’attività politica. Siamo pronti a raggiungere ogni uomo del nostro territorio e a dare testimonianza concreta della nostra fede. In quanto cristiani non possiamo essere ciechi davanti alle piaghe del disagio giovanile, della disoccupazione, delle dipendenze, della solitudine degli anziani e non solo, delle crisi familiari, della povertà. Le assicuriamo sin d’ora il nostro impegno ad essere attenti osservatori della realtà che ci circonda, a formarci e formare cristianamente le coscienze, a collaborare con gli uomini e le donne di buona volontà del territorio a prescindere dal loro credo.

Caro don Mario, forse tutto ciò che le abbiamo detto stasera le sembrerà una sorta di preconfezionata e imposta programmazione. Se così è stato, ce ne scusiamo perché non è questo il nostro intento. Più semplicemente questo è il nostro modo di darle il benvenuto. Ci sembrava scontato rivolgerle semplici parole di cordialità. Ci sembra molto più importante farle sentire che tutta la comunità della parrocchia “Maria SS.ma Annunziata” si stringe intorno al suo nuovo pastore ed è pronta a mettersi in cammino sotto la sua guida.

In questi primi dieci giorni qui in Cattedrale, ognuno di noi ha pensato a come accoglierla al meglio. In realtà, ci siamo tutti accorti da subito che siamo stati noi ad essere accolti da lei. Grazie! Grazie per l’ascolto e la disponibilità di questi primi giorni e per tutto quello che farà da ora in poi. Non sappiamo se saremo sempre all’altezza del suo entusiasmo e del suo spirito di iniziativa, ma da stasera ci affideremo amorevolmente alla sua cura paterna, come fa un bimbo che si abbandona tra le braccia della propria mamma, innalzando insieme al Padre la bellissima preghiera del Beato Paolo VI:

“Fa’ che l’insuccesso non lo avvilisca
e il successo non lo renda superbo.
Rendici docili alla sua voce.
Fa’ che sia per noi,
amico, maestro, medico, padre.
Dagli idee chiare,
concrete, possibili;
a lui la forza per attuarle,
a noi la generosità nella collaborazione.
Fa’ che ci guidi
con l’amore, con l’esempio;
con la parola, con le opere.
Fa’ che in lui vediamo,
stimiamo ed amiamo Te.
Che non si perda nessuna
delle anime che gli hai affidato.
Salvaci insieme con lui.”

Amen

Basilica Cattedrale Maria Ss.ma Annunziata,  Acireale, 10.10.2018″

La comunità parrocchiale

 

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