Bisogno del perdono secondo Dio

Abbiamo bisogno di riscoprire il perdono secondo Dio e liberarci dal perdono secondo noi che è misera cosa. Assaggiare il perdono di Dio, nutrirsene, sentirsi raggiunti e sentirsi oggetto del Suo perdono che ci rigenera e ci ricrea. Solo allora possiamo essere soggetto di perdono vero che non umilia e non offende ma promuove.

Gesù, con la lavanda dei piedi, consegna ai suoi la regola fondamentale della vita comunitaria: una comunità si costruisce attorno al Signore sotto il principio unificante del servizio reciproco … Non basta essere puri grazie all’ascolto della Parola, bisogna lasciarsi amare fino in fondo per essere salvati … Il servizio umile, fraterno che siamo chiamati a renderci è il fondamento della nostra comunione fra noi e con Gesù … E’ l’invito a non accusarci a vicenda, a non accusare uno o l’altro, ma a rivivere con semplicità e umiltà il gesto del servizio. Abbiamo spesso a che fare con persone non piacevoli, non preparate, magari non pulite; eppure la regola comunitaria non transige e ci chiede di lavarci i piedi gli uni gli altri … Tutti noi siamo sempre capaci di tradire l’amicizia di Gesù, il suo amore, possiamo sempre cadere nel peccato di Giuda … non c’è,  nella Chiesa del Signore, un fatto talmente grave, talmente terribile che non risponda a un disegno, che non possa essere vinto dal progetto positivo di Dio. (Card. Martini)
Dio è nel mondo per il semplice motivo che l’ha creato. Dio è nell’uomo posto nel cuore di questo mondo … E’ quindi buono e giusto voler cercare Dio nel cuore del mondo. Si va a Dio mediante l’uomo e all’uomo mediante Dio … Non si può essere salvati se non tramite il mondo, al di fuori del quale non potremmo esistere … Prima di essere fuggito o disprezzato, il mondo deve essere amato. Certo, senza condiscendenza o compromessi … ma anche con una profonda compassione ed una tenera premura. Ciò non esclude né rigore, né fermezza. È importante che questo nostro mondo si sappia e si senta guardato con amore … Nel mondo di oggi, che soffre più di quanto non si creda di sapersi e di vedersi così diviso e lacerato, è importante che i discepoli di Cristo sappiano ridare fiducia e conforto con uno sguardo positivo. … Da parte nostra non ci resta che trovare con umiltà ed equilibrio il nostro posto nel cuore del mondo così com’è oggi e dove il Signore ci ha posto. Vedere come situarci senza timore allarmato o disprezzo orgoglioso. Trovare come inserirci in esso senza disperderci per ingenuità superficiale o attrazione sconsiderata. Giungere ad amarlo, insomma, senza paura di contraddirlo, se necessario. PIERRE-MARIE DELFIEUX

Corrispondenza:
Il verso di Isaia ( Cap.21,11)” Sentinella quanto resta della notte? “,che trova completezza nel verso successivo,  a cui fa riferimento nella catechesi della XIX Domenica del tempo ordinario, certo, è molto misterioso in quanto Isaia, uno di quei profeti che minacciavano ferro e fuoco in continuazione, all’improvviso si lascia andare in questo bellissimo verso altamente poetico e di grande speranza, perchè al buio della notte segua l’alba del nuovo giorno. La sentinella, che metaforicamente a mio avviso rappresenta il credente ,  è invitata a stare sveglia perché il nemico della fede non lo colga di sorpresa   e nell’attesa  silenziosa della notte a nutrirsi di preghiera perché non si indebolisca la speranza e il buio non diventi un peso gravoso. Isaia ci invita a pregare, perché la preghiera alimenta l’anima. Essa sta all’anima come il sangue sta al corpo e porta ad un cuore più limpido e puro così da poter vedere Dio ed il suo amore negli altri.“Vegliate e pregate in ogni momento”(Luca 21,36), ”pregate senza stancarvi mai..”(Luca 18,1),“tutto quello che chiederete con fede nella preghiera lo otterrete”( Matteo 21,22). Questo è l’atto di fede che ci viene richiesto: avere fiducia nel profumo che il Divin Maestro sparge attraverso il Vangelo e la preghiera quale mezzo di comunione con Lui e con il Padre. Guardandoci attorno tutto sembra andare controcorrente, ma questo non deve essere motivo per venir meno al nostro dovere di buoni cristiani, certamente tenendo conto della realtà in cui viviamo. Ci aiuti in questo la Vergine Maria, donna del silenzio,per creare dentro di noi quel silenzio che non è semplicemente uno stare zitti, ma è fare spazio alla parola di Dio, dimenticando ciò che non merita attenzione e soffermarsi invece in ciò che vale per il rapporto con noi stessi e con gli altri. Maria ci aiuti a riempire il silenzio del nostro cuore con la parola del Vangelo che ci svela il Padre e la sua cura per noi, la sua volontà,la nostra vocazione,la nostra identità. Anche il silenzio ha del divino. Papa Giovanni Paolo II ci esorta:“«Duc in altum» (Lc 5,4). Pietro e i primi compagni si fidarono della parola di Cristo, e gettarono le reti.«E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci »(Lc 5,6). Duc in altum! Questa parola risuona oggi per noi, e ci invita a fare memoria grata del passato, a vivere con passione il presente, ad aprirci con fiducia al futuro: « Gesù Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre!» (Eb 13,8).”.
Programma della Settimana:
Lunedì 13 settembre, ore 19, S. Messa
Martedì 14 settembre, ore 19, S. Messa
Mercoledì 15 settembre, ore 19, S. Messa
Giovedì 16 settembre, ore 19, S. Messa
Venerdì, 17 settembre, ore 19, S. Messa
Domenica 19 Settembre, SS Messe ore 11 e 18,30

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Posted by on 9 settembre 2010. Filed under Interviste,Rubriche. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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