Catania / L’ambasciatrice elvetica Rita Adam in visita alla scuola svizzera che forma cittadini europei

Il 17 maggio scorso per la comunità svizzera catanese è stata una data importante per la visita dell’ambasciatrice svizzera in Italia Rita Adam.
Da tempo la comunità elvetica etnea non riceveva la visita dell’ambasciatore che è stato accolto nella prestigiosa sede della scuola svizzera, che è anche la sede delle riunioni della comunità elvetica presente in città.
Rita Adam, nata a Bienne, città del Canton Berna, tra il 2005 e il 2008 è stata Capo  degli affari giuridici e della stampa presso l’ambasciata svizzera a Parigi e per 4 anni ambasciatrice in Tunisia.

Tanti i presenti che hanno calorosamente accolto Rita Adam, il console Marinella Menghetti Coutinho, il console onorario Sandra Brodbeck, la direttrice della scuola svizzera Loretta Brodbeck e il presidente del circolo degli svizzeri di Catania Giuseppe Basile. Durante la serata sono state proiettate foto d’epoca che hanno ripercorso l’arrivo a Catania di giovani svizzeri nella seconda metà dell’800 e che sono  state raccolte in una pregevole pubblicazione.

Nel XIX secolo la città di Catania aveva un fiorente commercio di prodotti agricoli e minerari siciliani, grazie anche al suo porto nel Mediterraneo.
I giovani di lingua tedesca, che nel frattempo si erano trasferiti in città, fondarono il “Deutsch Schweizer Club” che nel 1916 divenne “Schweizer Club”. La comunità elvetica nel giro di alcuni decenni crebbe rapidamente e così nacque l’esigenza della scelta del percorso scolastico da far intraprendere ai figli, nati a Catania.
In un  primo tempo i bimbi studiarono nelle scuole locali, ma la famiglia Caflisch, preferendo il sistema scolastico svizzero decise di far venire a Catania una insegnante svizzera a cui affidare la preparazione scolastica dei propri figli. Presto si aggiunsero altri bambini e il 1° gennaio 1904 nacque l’associazione scuola svizzera di Catania.
Nel 1925 la colonia svizzera decise di acquistare un terreno in via Matteo Renato Imbriani, dove sorse di lì a poco una bella villa  che è sede del circolo degli svizzeri ed anche della scuola.
Una magnifica scuola, nel cuore della città, che permette agli alunni che frequentano la scuola di avere una eccellente preparazione con insegnanti sia italiani che madrelingua. Dagli anni ’70 anche bimbi di nazionalità italiana sono stati accolti nella scuola, per questo motivo è stato modificato il programma scolastico che permette agli studenti svizzeri di  potere proseguire gli studi sia nella madrepatria che nella nazione che li ospita.
Oggi il corpo insegnanti è composto da 10 professori, la scuola è iscritta all’albo regionale delle scuole non paritarie e gli alunni sostengono la licenza media presso una scuola  statale catanese.

Gli alunni partecipano attivamente alle lezioni in aule grandi e luminose, arredate con gusto e creatività, secondo la fascia di età degli scolari. Visitando la scuola e passando dalle classi degli alunni della scuola primaria e dell’infanzia si arriva poi alle aule dei giovanissimi della secondaria di primo grado. Lo studio delle lingue è fondamentale per preparare i bimbi ad essere a pieno titolo cittadini europei, in grado di  proseguire nel futuro i loro studi in qualsiasi stato dell’Unione europea e, perché no, anche oltre i confini del vecchio continente. Avere al giorno d’oggi la possibilità di affrontare un percorso di studi e lavorativo senza barriere linguistiche è un  arricchimento fondamentale perché, oggi più che mai, tutti dovremmo essere cittadini del mondo.  Per la comunità svizzera presente in Italia il rapporto con la madrepatria viene tenuto vivo dai circoli presenti in varie città. I compiti fondamentali dei circoli sono i vincoli tra gli svizzeri residenti in Italia e tra questi e la Svizzera, informare i cittadini svizzeri attraverso le pagine della “Gazzetta svizzera” dei principali avvenimenti in Italia, creando una rete di scambi di informazioni e notizie.
Ogni anno si tiene un  congresso nazionale, momento di confronto e di scambio di idee ed informazioni, utile per mantenere sempre vivo il collegamento con le istituzioni.

Gabriella Puleo