Chiamati a testimoniare l’annuncio del Vangelo: l’omelia di insediamento a Fondi del vescovo Sciacca

In data 27 gennaio 2013, il nuovo vescovo della Diocesi di Fondi (LT), mons. Giuseppe Sciacca, ha preso possesso della ‘cattedra’ episcopale diocesana, in un territorio che è parte integrante dell’Archidiocesi di Gaeta. Alla presenza dello zelante Pastore di quell’Archidiocesi, mons. Fabio D’Onorio, mons. Sciacca, insigne prelato già ‘Uditore’ della Rota Romana, nonché Segretario del Governatorato della Città del Vaticano, presbitero già particolarmente noto nella nostra Diocesi per essere stato Decano della Basilica Collegiata di San Sebastiano di Acireale, nell’omelìa alla pericope evangelica del giorno, rivolgendo il proprio saluto ai presenti, radunati presso la Cattedrale ‘Ianua Coeli’ di Fondi, collocava il proprio episcopato nel solco della plurisecolare ‘tradizione della Chiesa’, così come coloro che l’hanno in prima persona vissuta ce l’hanno tramandata nel tempo, divenendo testimoni ed annunciatori diretti del Verbo divino Creatore e Salvatore, ciascuno di costoro secondo doni e carismi diversi dei quali il Padre Celeste li ha dotati.

Mons. Sciacca durante l'omelia

Mons. Sciacca durante l’omelia

La pericope evangelica di quella domenica, la terza del Tempo Ordinario, presentava Gesù all’inizio della propria vita pubblica di fronte ai suoi concittadini di Nazareth, da costoro non riconosciuto come il Figlio di Dio. Proprio come Gesù, il novello Pastore si presentava ai suoi fedeli, ponendo tutto se stesso a piena disposizione dell’annuncio del Verbo divino. Dalla pericope evangelica, così come dall’annuncio dei Pastori chiamati a pascere il Gregge del Signore, traspaiono, infatti, chiaramente i lineamenti storici del volto di Gesù Cristo, Figlio Unigenito del Padre. Destinatario del lieto annuncio di salvezza è per l’evangelista Luca l’illustre Teòfilo, ‘vir egregius’, ogni uomo, cioè, amato da Dio ed, allo stesso tempo, innamorato di Dio. Il discepolo, cioè ama per ricambiare l’amore del Signore Dio. Luca, cioè, si rivolge a colui che vuol maturare nella fede nella consapevolezza della propria responsabilità di credente nei confronti del mondo e della storia.Il Signore, dunque, chiama tutti gli uomini, in primis coloro che (i vescovi) sono chiamati ad essere sagge guide del Suo gregge, ad essere evangelizzatori, lasciandosi prima evangelizzare dalla Sua Parola; con quella Sua libertà che gli deriva dall’essere una cosa sola con il Padre, Egli ci chiama, cioè ad essere pienamente partecipi della Sua missione.

Nando Costarelli

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Posted by on 21 febbraio 2013. Filed under Chiesa,In evidenza,Spiritualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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