Chiesa / I 25 anni del Catechismo: armonia e coerenza della fede cattolica

Molte le ricorrenze, tutte connesse tra loro, celebrate mercoledì 11 ottobre. Si fa infatti memoria liturgica di san Giovanni XXIII, il pontefice che con grande coraggio,  accogliendo l’ispirazione dello Spirito Santo, ha dato inizio a quello che sarebbe stato un evento di profonda svolta per la Chiesa cattolica, ovvero il grande Concilio Ecumenico Vaticano II, di cui in questo stesso giorno ricorrono i 55 anni dall’apertura.

Papa Giovanni Paolo II

E, in stretta relazione e continuità con esso, esattamente 25 anni fa, Papa Giovanni Paolo II, con la costituzione Depositum Fidei, firmava la pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC). Questo testo è il frutto di ben sei anni di intenso lavoro dato dalla collaborazione di cardinali, teologi, esegeti, catecheti e soprattutto dei vescovi del mondo intero. Esso è, afferma il Papa nella costituzione, «un importante contributo all’opera di rinnovamento dell’intera vita ecclesiale, voluta e iniziata dal Concilio Vaticano II. (…) Presenta infatti in modo organico – continua il Papa – l’insegnamento della Sacra Scrittura, della Tradizione vivente nella Chiesa e del Magistero autentico, l’eredità spirituale dei Padri, dei santi e delle sante della Chiesa, per permettere di conoscere meglio il mistero cristiano e di ravvivare la fede del popolo di Dio». Un popolo che da sempre, si sa, ha affrontato numerosi cambiamenti, di fronte ai quali però la Chiesa non si è lasciata abbattere. Anzi, Giovanni XXIII definisce come un “dovere” della Chiesa quello di scrutare i cosiddetti «segni dei tempi» per comprendere meglio il mondo e gli uomini nella loro vita presente e nelle loro attese future.
E’ per questo motivo che in occasione del 25° anniversario dalla pubblicazione del CCC, durante la solenne commemorazione organizzata dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione è stato presentato il nuovo “Commento Teologico al Catechismo della Chiesa Cattolica”. Esso tiene soprattutto conto dei cambiamenti avvenuti in questi anni e dei documenti Magisteriali pubblicati dopo la promulgazione del Catechismo, perfettamente in linea con quanto aveva espresso Giovanni Paolo II nella Depositum Fidei: «Il catechismo deve tener conto delle esplicitazioni della dottrina che nel corso dei tempi lo Spirito Santo ha suggerito alla Chiesa. È anche necessario che aiuti a illuminare con la luce della fede le situazioni nuove e i problemi che nel passato non erano ancora emersi».
Alla luce di ciò, si può notare l’armonia e la coerenza della fede cattolica, che col passare del tempo non cambia nella sostanza, ma è la Chiesa, che allargando le sue braccia e accogliendo le nuove esigenze, sfide e preoccupazioni di tutti gli uomini, testimonia la Parola di Dio nei modi più adeguati e fruibili. «Non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto da principio. Il comandamento antico è la Parola che avete udito. Eppure vi scrivo un comandamento nuovo, e ciò è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno diradandosi e già appare la luce vera». (1Gv 2,7-8)

Alessia Guarrera

Please follow and like us:
Posted by on 13 ottobre 2017. Filed under Chiesa,In evidenza,Religioni,Società,Spiritualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Solve : *
27 − 10 =