Chiesa e Società / Tre nuovi cresimati nel carcere di Giarre, commuove la preghiera di un recluso

Si sono preparati per questa serata e hanno impegnato molte energie tutti quanti gli operatori, i volontari e i giovani reclusi del carcere di Giarre per la celebrazione in cui il nostro Vescovo avrebbe unto con il Crisma tre di loro per il Sacramento della Cresima il 24 aprile.

Il collegamento della Celebrazione Eucaristica, preceduta dalla recita del Santo Rosario e introdotta con i Vespri, ha consentito agli ascoltatori di Radio Maria di seguire tutta la cerimonia che si è svolta nel teatro del reclusorio, trasformato ad altare. Su questo troneggiava la bellissima statua in legno di Maria, Madre della Misericordia, che ha iniziato il suo pellegrinaggio nelle carceri.

Tutta la Liturgia è stata festosa, accompagnata da una corale, oltre che da una singolare voce di soprano e le vibranti note di violino e pianoforte. 

Tanta emozione era visibile nei volti di tutti. Nella preghiera che segue, scritta da uno di loro, sono meglio espressi i sentimenti che si vivevano: “Gesù Cristo Santissimo, questa è la preghiera di un peccatore carcerato … Tu hai camminato insieme a noi per il sacrificio a cui il nostro Padre Celeste ti ha mandato, senza lamentarti ma, anzi, insegnandoci con le tue parole ed il tuo esempio come vivere su questa terra; però io per primo non ti ho ascoltato, entrando nella strada più larga e spaziosa e camminandoci per lungo tempo … quando mi sono voltato indietro ho trovato solo il buio e il vuoto … così come in un sogno ti ho cercato e una luce potente (luce di stella) ha toccato i miei occhi …  chi poteva immaginarlo che nel buio più buio ti avrei trovato! Perché solo adesso, con il senno di poi e la coscienza di chi sa, ho cercato Te e Tu non mi hai cacciato, anzi hai toccato il mio cuore facendomi sentire veramente amato da Te. Oh Santo Gesù, io non ho il tuo coraggio e tanto meno riuscirei ad affrontare le sofferenze che hai vissuto, ma ti chiedo di darmi solo un briciolo della Tua forza per portare la mia croce e un briciolo di fede per poterti amare e vivere il resto della mia vita tenendoTi  sempre “tra le braccia” del mio cuore. Amen

La gioia più grande è stata espressa dai bambini e i familiari che per l’occasione si sono ritrovati insieme: i papà non si saziavano di baciare i loro piccoli e di tenerli in braccio, di stringerli a sé e di voler dire mille pensieri con un solo gesto e in un solo momento, come per allungare il tempo del loro stare insieme e per insegnare loro che si può rendere bella la vita e viverla sempre nella gioia.

                                            Teresa Scaravilli