Chiesa / Incontro a Santa Venerina col dott. Spagna sul dialogo interreligioso: “Cogliere i significati dei tempi”

Nella Biblioteca comunale di Santa Venerina ha avuto luogo l’incontro sul tema “Dialogo interreligioso ed ecumenico”, organizzato da don Santo Leonardi, responsabile dell’Ufficio diocesano, protagonista  il dott. Gabriele Spagna, responsabile della comunità ebraica di Siracusa.

Da sx: don Santo Leonardi e il dott. Gabriele Spagna

L’incontro è all’insegna dell’empatia, per cui si respira la gioia d’essere insieme e vivere un’esperienza rara d’amore fraterno. Sconfiggere l’indifferenza, male del nostro secolo, è l’obiettivo che deve impegnarci a fondo, per potere sperimentare l’amore stesso di Dio.
Don Santo Leonardi, nell’ intervento introduttivo, si sofferma sulla benevolenza, sui saldi principi del Vaticano II: cogliere i vari significati dei tempi, per modificare il presente in favore di un nuovo futuro, più luminoso per il popolo ebreo, di cui la Sicilia porta, orgogliosa, le tracce. Opportuno il richiamo a papa Francesco, che, in occasione della “Giornata della memoria”, chiave di accesso per il futuro, punta il dito sulla responsabilità degli Stati  nella lotta all’antisemitismo. Nessuno di noi è un’isola: urge recuperare la nostra umanità.
Il sindaco Salvatore Greco, nel suo saluto, a proposito di momenti importanti, cita Primo Levi:” Se comprendere è difficile, conoscere è necessario”.
La parola passa al dott. Gabriele Spagna. Il discorso ha il suo punto focale sugli eventi storici, sviluppatisi dal 70 d. C., con la distruzione del tempio di Gerusalemme ad opera di Tito; nel 77 l’imperatore Vespasiano temporeggia. Il dotto relatore traccia la storia della venuta degli Ebrei in Sicilia: secondo alcuni, la prima diaspora risale a quell’epoca. A convalidare tale tesi, l’oratore rievoca il processo contro Verre con presenze ebraiche, citato da Plutarco; la figura di Paolo, dopo Malta, a Siracusa, in una sinagoga, nel 72; l’episodio contemporaneo di tre navi dirette in Sicilia, dove ne giunge soltanto una; le dispute tra cristiani ed Ebrei e dodici lettere pontificie indirizzate a Siracusa; il martirio di un vescovo siracusano, per mano di Ebrei.
Inoltre, nelle catacombe siracusane, vi sono, in una zona particolare, epigrafi ebraiche. Storica la distruzione della sinagoga siracusana, quando i Vandali invadono l’isola. La presenza di Ebrei si rileva in altre città, quali Agrigento, Sciacca e Catania. Durante la dominazione araba in Sicilia, si ha notizia di compravendite tra venditori ebrei e famiglie musulmane, mentre è proibito il possesso di terre. Amico di Ebrei ed Arabi, Federico II e anche sotto gli Angioini e gli Aragonesi, il periodo è fiorente.
Il dott. Spagna riporta episodi di medici ebraici, che si qualificano in Sicilia per la loro bravura; altrettanto nel commercio, gli Ebrei detengono il primato. Tenebroso il periodo dell’Inquisizione. Il risveglio si verifica alla fine dell’800, per complicarsi inesorabilmente nei regimi fascisti e nazisti. Il dibattito sulla contemporaneità è molto vivace.

                                                                              Anna Bella