Concerti – 2 / Baglioni ad Acireale: non solo musica e canto, anche virtuosismi tecnici e brillanti coreografie

 

Non è stato solamente superba ed elegante esecuzione di pezzi famosi e senza tempo, come d’altronde ci si aspettava da un cantante di esperienza con 50 anni di carriera all’attivo, ma il concerto di Claudio Baglioni è stato spettacolo, arte poliedrica, interpretazione, ballo con virtuosismi tecnici e brillanti coreografie. Tutto questo ha reso la sua performance, al “Pal’Art Hotel” di Acireale, unica ed originale.

Baglioni, a 67 anni, si è proposto sul palco, posto al centro della scena, con la sicurezza di un cantautore conscio dei suoi traguardi raggiunti e la voglia di regalare ai presenti ancora tante emozioni. Se a questo ci hanno pensato già le

sue canzoni, arricchite oggi di cadenze più veloci, rispetto alle originarie esecuzioni, lo spettacolo è stato assicurato da elaborate coreografie. E così con le parole di W l’Inghilterra, i ballerini in kilt scozzese hanno scandito il ritmo già di per sé “vivo”, creando un momento di pura allegria. Atmosfera del tutto capovolta con Poster alle cui note le figura agile del ginnasta ha accompagnato enormi orologi intorno al palco, come a voler scandire il tempo che fuggiva. Gli stessi ballerini che, con impeto, si rivolgevano in perfetto coordinamento con la musica verso gli spettatori, a volerli dolcemente coinvolgere in un momento di magica esibizione. E seppur i colori prevalenti per tutta la serata, oltre tre ore di performance, siano stati il bianco e il nero, sia nei costumi dei danzatori, sia nell’abbigliamento dello stesso Baglioni, sia nelle coreografie, non hanno dato alcun effetto cupo ma, anzi, di ordine ed armonia. Ed anche quando le ballerine sulle parole di E tu come stai? si sono esibite in un mezzo striptease, interrotto al punto giusto, nulla è risultato eccessivo. Al pari degli uomini che sono rimasti a petto nudo. Con Uomini persi si è osato davvero ed il ballerino è divenuto equilibrista su di un sottile filo, che sembrava contenere armonicamente tutti i sui impavidi movimenti e le sue piroette. Danze a coppie, di gruppo, esibizioni di equilibrismo su grosse sfere e su cubi, “fili di ragnatele” intessuti sul momento da personaggi in bianco, il cui abito si accendeva improvvisamente di piccole e numerose lampadine. Tutto questo ha dilettato un altro senso, oltre all’udito, la vista degli spettatori. Ed anche i ritmi che scandivano le canzoni erano vari: lenti, nostalgici, accelerati e rock, ottenuti, questi ultimi, con l’uso di chitarre elettriche dal suono inconfondibile.

Un tocco di particolare eleganza è giunto nella parte conclusiva della serata con Noi no. I 24 ballerini rivolti verso il pubblico, disposti a cerchio, convergevano verso il centro del palco con in mano ciascuno una rosa rossa, che spiccava con il suo colore della passione. Ed i colori ci sono stati alla fine del concerto, alle note di Io sono qui, quando i ballerini hanno sfilato le loro maglie, che nascondevano sotto altri indumenti colorati fra cui prevaleva l’azzurro, ed hanno completato così l’esibizione.

Questa sera, domenica 4 novembre, l’ultimo concerto, curato da “Giuseppe Rapisarda management”, ad Acireale.

Rita Messina    

 

 

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