Acireale / Riaperta nel Palazzo di Città la sede legale dell’Accademia Zelantea, tempio d’arte e di cultura

La riapertura della sede legale dell’antica Accademia degli Zelanti e dei Dafnici nel Palazzo di Città, in Acireale, dinanzi alla bellezza della barocca Piazza Duomo, è stato un evento storico di eccezionale valore che ha soddisfatto le lunghe attese dei cittadini.
Nella prima sala, restaurata e ben arredata, spicca la lapide in onore del centenario della morte del poliedrico concittadino Lionardo Vigo, esimio esponente della secolare Accademia, autore di molte opere storico-letterarie, tra cui un posto di primo piano riveste l’amplissima raccolta di “Canti popolari”, siciliani. Qui, il card. Paolo Romeo ha benedetto la sede, dopo aver letto passi sacri e culturali molto importanti. Il folto pubblico segue con emozione la solenne e pur semplice cerimonia, applaudendo calorosamente.
Si passa alla seconda sala, anch’essa ben arredata, con una rassegna di libri significativi. Il dott. Giuseppe Contarino, presidente dell’Accademia, relaziona accuratamente sul gravoso lavoro del riordinamento dell’archivio, stracolmo di documenti. In particolare notifica la presenza di otto fotografie di palazzi acesi che venivano chiamati “Palazzi del vino”, ovvero costruiti con il ricavato della vendita del vino. Il relatore elogia la solidarietà della delegazione della base aerea americana di Sigonella, per il trasporto dei documenti di archivio e di mobili, come era avvenuto anche a Morgantina e Siracusa. Infine, Contarino parla della promozione culturale dell’Accademia e del relativo onore da attribuire alla città di Acireale, che la ospita. In conclusione, Contarino sostiene l’importanza della mostra di pittura di Aldo Scaccianoce, vertente sulla tematica della sua professionalità di architetto; diverse centinaia le opere realizzate.
Prende la parola la dott. Fernanda Paternò Castello di Carcaci, acquerellista e calligrafa, per tracciare l’amore di Aldo Scaccianoce per l’arte, notando di scoprire nuovi valori nell’attuale mostra, che rimarrà aperta al pubblico fino alla fine di gennaio.
Aldo Scaccianoce ringrazia tutti, in particolare Franco Calì, per la sua collaborazione; dichiara che Acireale è un palcoscenico, dal punto di vista urbanistico; anche le case del territorio rurale, sull’Etna, risultano ”capolavori”.
Un momento di singolare attenzione, la consegna dell’attestato d’onore dell’Accademia di Scienze, Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici, alla delegazione della base di Sigonella, alla presenza del dott. Alberto Lunetta, in ringraziamento dell’efficace solidarietà. Il progetto è di Craig e Katthy Anderson. La delegazione è composta da un gruppo di marinai, in uniforme dell’Ospedale navale, e da Craig Anderson, rappresentante della Chiesa dei Mormoni di Sigonella, con la moglie Kathryn. Grazie all’opera di questi generosi volontari, è stato materialmente effettuato parte del trasloco: 400 faldoni di documenti d’archivio e delle bacheche, il primo dicembre 2018.

Tutte le foto sono di Fabio Consoli

Alla dott. Fernanda Paternò Castello abbiamo chiesto: Che ne pensa della responsabilità dei Siciliani nel valorizzare la bellezza della Sicilia, riconosciuta da molti Europei?
“La discutibile responsabilità dei Siciliani dipende da molti fattori, tra cui in primo piano metto l’educazione dei ragazzi, che dovrebbe essere più responsabile sia da parte dei genitori che delle scuole. Al potere talvolta c’è gente, ignorante, senza cultura e buon gusto, che non ha interesse a valorizzare il territorio”.
All’arch. Scaccianoce abbiamo posto qualche domanda.
La sua mostra è molto interessante, specie per la scelta di angoli caratteristici e per la predilezione di antiche opere architettoniche. Cosa ne pensa della facciata della chiesa di San Benedetto?
“La chiesa di San Benedetto, gestita dalle salesiane,  è strettamente barocca, la facciata è dell’ing. Panebianco. Parlandone con don Vito Russo, cappellano della chiesa, essa fa parte di un coacervo antico, quale monumento nel contesto spaziale della via Davì; il fondale è la farmacia nella piazza Mazzini. Dal punto di vista architettonico, stilisticamente parlando, la facciata di San Benedetto è equilibrata, ma accademica”.
Le case rurali sono la sua passione. Secondo lei, dovrebbero essere inserite negli itinerari turistici?
“Sono un patrimonio inscindibile del territorio etneo, considerando l’antropizzazione avvenuta nei secoli passati. Bisognerebbe valorizzarle nella loro interezza originale; se ben restaurate con professionalità, sì, potrebbero far parte degli itinerari turistici. Dobbiamo convivere con l’Etna”.
Quali iniziative si propone l’Accademia?
“Colloqui culturali, accademici, che spaziano nei vari campi del sapere.”

Anna Bella