Dal Vermont ad Acireale: i docenti americani “imparano” l’integrazione

L’America studia l’Italia Docenti americani indagano sui nostri metodi di integrazione Anche gli americani vengono a vedere come funzionano le nostre scuole e, in particolare, si interessano dei metodi utilizzati per l’integrazione scolastica degli alunni svantaggiati e diversamente abili. E’ ciò che hanno fatto due professori universitari del Vermont (nel nord-est degli Stati Uniti): Michael Giangreco, docente di pedagogia presso l’università di Burlington, e la moglie Mary Beth Doyle, che insegna invece (anche lei pedagogia) al St. Michael’s College di Colchester. Sono entrambi degli specialisti di fama mondiale di pedagogia speciale ed hanno lavorato per molti anni con bambini e giovani disabili. Ora – strano a dirsi – pare che la normativa italiana sull’assistenza scolastica di tali alunni sia tra le più avanzate al mondo, e ce lo conferma il prof. Santo Di Nuovo, ordinario di psicologia presso l’Università di Catania, il quale è in contatto con i due studiosi e li sta seguendo nelle loro indagini sul nostro territorio. I due docenti americani sono stati in Italia per tre mesi, da settembre a dicembre, ed hanno visitato numerose scuole in Veneto, Lombardia, Toscana, Umbria, Campania e Puglia, oltre che, naturalmente, in Sicilia.

Ad Acireale hanno visitato il liceo artistico “Filippo Brunelleschi” e l’Istituto Comprensivo “Paolo Vasta”, cioè un istituto superiore ed una scuola media. Qui hanno incontrato, manifestando molto entusiasmo, gli alunni, i dirigenti scolastici ed i docenti referenti e di sostegno, volendo conoscere sul campo i modelli e le metodologie di lavoro per l’integrazione dei disabili, che in Italia avviene ormai da diversi anni inserendo tali allievi nelle classi normali, a differenza di ciò che avviene in America, dove esistono ancora le classi speciali. E – sono stati proprio gli americani a constatarlo – il sistema di integrazione in classe con i coetanei dà migliori risultati. In occasione della visita alla scuola media “Paolo Vasta” i due coniugi-studiosi hanno anche avuto l’opportunità di esaminare una metodologia particolare che viene attuata da un paio d’anni: si tratta di un progetto basato sul nuoto, mediante il quale i ragazzi disabili sviluppano e potenziano gli schemi corporei e conseguono una maggiore sicurezza di se stessi. Il prof. Giangreco e sua moglie hanno quindi acquisito i dati delle scuole italiane per confrontarli con quelli americani e di altri paesi da loro visitati, e pubblicheranno il tutto in un rapporto in cui citeranno tutte le scuole visitate, mettendo in evidenza somiglianze e differenze tra i vari sistemi scolastici.

Nino De Maria

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Posted by on 4 gennaio 2012. Filed under Interviste. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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