Diocesi / Concrete iniziative culturali per lo sviluppo della comunità e del territorio attraverso l’innovazione

L’intervento del vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti

Turismo come dimensione esperienziale e spirituale: le bellezze dei luoghi come opportunità concrete di conoscenza e sviluppo turistico. Questo il motivo ispiratore dell’incontro tenutosi lo scorso 31 maggio presso la sala conferenze del Credito Valtellinese di Acireale sul tema “Cultura e turismo per lo sviluppo del territorio”. A moderare l’incontro, promosso dalla diocesi di Acireale nella persona del suo sempre dinamico vescovo, mons. Antonino Raspanti, è stato il giornalista Salvo Fallica, il quale ha sottolineato il filo rosso che unisce questo con i precedenti eventi, organizzati da mons. Raspanti al fine di fare di Acireale luogo del dibattito nazionale, ribaltando così i luoghi comuni dell’immobilismo siciliano.

Formazione e innovazione per attivare attività imprenditoriali ecosostenibili sono stati i due concetti su cui si sono soffermati nei loro interventi introduttivi, rispettivamente, Don Roberto Fucile, direttore dell’Ufficio diocesano del Turismo, Sport e Tempo libero e il dott. Santo Sciuto del Credito Valtellinese. È proprio da questa idea di collaborazione che è nata, sulla base di valori condivisi, una convenzione tra la Banca e la Diocesi  che la permesso la creazione di un “Innovation Lab”, dove attualmente circa duecento persone lavorano su progetti di innovazione.  L’ing. Simone Massaro nel suo intervento ha spiegato il meccanismo che porta a trasformare spazi fisici in luoghi di aggregazione: un percorso che vuole portare occupazione e creare opportunità anche attraverso eventi formativi come quello tenutosi l’indomani, 1° giugno, con la partecipazione di operatori del turismo e rappresentanti del mondo imprenditoriale.

Altri due interventi sono stati quelli dei professori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Alessandra Oietti (esperta di turismo digitale) e Mario Gatti. La prima ha evidenziato come vada oramai dilatandosi l’esperienza turistica digitale; un turismo che viene creato dai turisti stessi attraverso racconti di viaggio e resoconti pubblicati sui social. Si supera così la dicotomia tra due dimensioni (digitale/reale), che si scambiano reciprocamente i valori. Il Prof. Gatti, dopo aver ricordato che quello di Acireale è uno dei cinque parchi culturali ecclesiastici attualmente attivi in Italia, ha evidenziato il ruolo dell’università per supportare idee che nascono sul territorio: “La mission dell’Università del Sacro Cuore è quella di ridare fiducia ai territori attraverso l’innovazione che può creare occupazione. Innovazione è seguire i talenti ed aiutarli a sviluppare le loro idee. Il territorio, i luoghi, l’ambiente (environment) sono quelle cose che fanno nascere i progetti. Vogliamo essere propulsori di promozione sociale con passione e speranza per le potenzialità del territorio”. Idea condivisa sia dal sindaco di Acireale, Stefano Alì, il quale nel suo intervento ha ribadito che occorre lavorare insieme per cogliere le opportunità che si presenteranno, sia dal direttore generale dell’Università di Catania, Bellantoni.

Altro intervento atteso è stato quello dell’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo, il quale ha evidenziato come la Sicilia è la meta più ricercata, quella più “digitata”sui motori di ricerca del web, ma non la più visitata. Un dato, questo, che fa riflettere: “la Sicilia attrae ma non l’abbiamo mai saputa vendere. Un vero peccato perché è la regione con il maggior numero di parametri di desiderabilità turistica.  Occorrere creare un “brand” che identifichi la nostra regione, al di là dei luoghi comuni (spaghetti/mafia) e puntare su fidelizzazione e destagionalizzazione”. L’assessore ha, comunque, precisato che il turismo in Sicilia gode di ottima salute, come dimostrano i dati relativi all’incremento di presenze (+ 9,5%) registrato nel 2018 rispetto all’anno precedente.

Il vescovo Raspanti ha, quindi, concluso ricordando l’iter che ha portato alla creazione del Lab di 450 mq, inaugurato il 17 luglio 2017, nonché i progetti in cantiere con il Credito Valtellinese (Contamination Lab) e l’Università Cattolica del Sacro Cuore . “Ringrazio per la fiducia coloro che credono in questi progetti e stano dimostrando che ce la vogliono mettere tutta per realizzarli”.

Guido Leonardi