Diocesi / Convegno vocazionale: don Dioniso Candido su “La Parola di Dio nell’accompagnamento spirituale dei giovani”

Si è svolto presso il salone del Seminario, martedì 25 Febbraio, alle ore 18.00, l’annuale Convegno Vocazionale organizzato dal Centro Diocesano Vocazioni e dal Seminario convegn vocaz pugliattiVescovile, rivolto oltre che ai sacerdoti, anche ai catechisti e agli animatori parrocchiali, a tutti coloro che hanno un ruolo educativo e si occupano delle realtà giovanili nella nostra diocesi.

Dopo la preghiera iniziale e la recita dei Vespri, il saluto del Rettore del Seminario don Angelo Milone che ha invitato a sostenere la pastorale vocazionale che è legata alla vita del Seminario innanzitutto con la preghiera e ha esortato i presenti a vivere la vocazione del Battesimo.

La relazione sul tema del convegno: “La Parola di Dio nell’accompagnamento spirituale dei giovani”, è stata presentata da don Dionisio Candido, della Diocesi di Siracusa, Responsabile del Settore dell’Apostolato Biblico dell’Ufficio Catechistico Nazionale, Docente di Esegesi biblica presso lo Studio Teologico “San Paolo” di Catania, Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Siracusa.

Delineando quale valore ha la Parola di Dio nella vita spirituale dei giovani, don Dionisio Candido ha voluto precisare che per giovane intende l’adolescente, colui che si sta formando interiormente e che ha bisogno di essere “nutrito” da qualcun altro, da adulti che hanno una personalità strutturata. Compito dell’educatore è che il giovane abiti la Parola di Dio e che sia motivato, che abbia il cuore disponibile a crescere, a lasciarsi formare. Il rischio è di incontrare giovani disillusi dalla vita o che credano di sapere già tutto e si sentano già arrivati. Bisogna avere l’umiltà di avere tanto da imparare, sempre. Compito primario della Chiesa è evangelizzare; i credenti devono lasciarsi educare dalla Parola di Dio.

Dio stesso guida,conduce e nutre il suo popolo, come si legge nel libro del Deuteronomio, anche nel deserto, che può essere la solitudine del peccato, Dio è sempre accanto, percepisce i ritmi dell’uomo. Ciascuno secondo il proprio passo segue un percorso a tappe con coraggio e costanza. E’ necessaria nella guida la virtù della tolleranza, il male è parte della storia umana, del cuore dell’uomo. Accompagnare i giovani qualche volta può essere faticoso e può significare restare delusi. Se i semi gettati sono stati genuini anche se il percorso potrà avere degli alti e bassi o potranno esserci degli allontanamenti, il giovane tornerà alla vita di fede.

La Sacra Scrittura in alcuni casi risulta ruvida, i Vangeli sono testi scomodi. Non sempre siamo in sintonia con il Vangelo ed è proprio ciò che non è in sintonia che va convertito. Si passa nel Vangelo dalla Croce, dal silenzio alla Resurrezione. Il mondo oggi è un continuo parlare, chattare, chat è una parola inglese onomatopeica che significa blaterare, parlare di continuo, a vuoto.

Nel Vangelo abbiamo l’invito a non moltiplicare le parole.

L’accompagnamento della Parola di Dio passa anche attraverso dei luoghi definiti: il giardino (Eden) è il luogo ospitale dove poter vivere che però è strutturato con  delle regole, specchio del limite proprio dell’essere umano; il deserto, luogo poco amabile dove però si verifica la misura dell’amore, attraverso le difficoltà si impara la realtà e si entra in intimità con Dio; la città, è il luogo problematico dove gli equilibri sono precari. Gerusalemme o Ninive fanno sempre resistenza alla Parola di Dio, a Ninive c’è bisogno di un profeta che parlando in nome di Dio risvegli le coscienze; la Chiesa, di cui si parla nell’Apocalisse, rappresenta gli orizzonti più ampi. Dio si rende disponibile e si lascia trovare da chi lo cerca.

Le conclusioni dell’incontro sono state affidate a Mons. Guglielmo Giombanco, Vicario Generale; che ha invitato a continuare questo cammino di discernimento spirituale personale e comunitario. Ciascuno può aiutare gli altri se ha già percorso questo itinerario di scoperta della Parola di Dio che necessita di atteggiamenti di accoglienza e di obbedienza per poter attuare un fecondo discernimento. Attraverso la fede che diventa anche sguardo attento e concreto sulla vita si realizza ciò che la Parola suggerisce. E’ un dialogo tra Dio e l’uomo. La fede nasce dall’ascolto. E’ necessario avere un’attenzione del cuore per poter ascoltare Dio, incontrarlo, custodire la sua Parola. Dio lo si trova dove lo si lascia entrare.

Laura Pugliatti

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Posted by on 5 marzo 2014. Filed under Appuntamenti,Chiesa,Cronaca,Cultura,In evidenza,Iniziative,Spiritualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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