Diocesi / I 40 anni di episcopato di mons. Malandrino: come Mosè forte nella potenza dello Spirito

Il prossimo 26 gennaio si compiranno quarant’anni dell’ordinazione episcopale di mons. Giuseppe Malandrino, VIII Vescovo di Acireale.
“Quaranta” è un numero fortemente biblico. Ricorda tanti eventi legati alla storia della salvezza, tra questi il cammino dell’Esodo, durato appunto quarant’anni. Alla luce di questa icona biblica mi piace leggere “l’avventura episcopale” di mons. Malandrino.

Mons. Malandrino e don Roberto Strano

Come Mosè, infatti, egli ha guidato il popolo santo di Dio affidato alle sue cure pastorali (per diciotto anni, dal 1980 al 1998, la diocesi di Acireale, e successivamente, dal 1998 al 2007, la diocesi di Noto), ma anche da Emerito un Vescovo continua ad essere guida del popolo santo di Dio, accompagnandolo soprattutto con la preghiera. Il ruolo della guida e’ tutt’altro che gratificante, chissà quante volte, nel silenzio della sua cappella, mons. Malandrino non ha rivolto al Signore le stesse parole di Mosè, spazientito dalla disubbidienza e dall’infedelta’ del popolo, “L’ho forse concepito io tutto questo popolo? O l’ho forse messo al mondo io perché tu mi dica: Pòrtatelo in grembo, come la balia porta il bambino lattante, fino al paese che tu hai promesso con giuramento ai suoi padri?  Da dove prenderei la carne da dare a tutto questo popolo? Perché si lamenta dietro a me, dicendo: Dacci da mangiare carne!  Io non posso da solo portare il peso di tutto questo popolo; è un peso troppo grave per me>> (Numeri 11, 12-14). Sicuramente, come Mosè, forte nella potenza che lo Spirito del Signore gli ha impresso nel giorno della Sua ordinazione, ha ripreso, ogni volta,  con rinnovato vigore il suo ministero.
Come Mosè ha guidato il popolo illuminandolo con la Parola di Dio, fedele al suo motto episcopale “Dei verbum audiens”.
Come Mosè ha rinvigorito il popolo di Dio dando loro non la manna discesa dal cielo, ma il Pane di vita nuova dell’Eucarestia, esercitando il suo ministero di liturgo della comunità cristiana.
Come Mosè, sostenuto dal suo pastorale, ha guidato il popolo alla conoscenza della verità e ha indicato la via della carità come forma “espressiva” della vita cristiana.
Come Mosè è stato un buon compagno di cammino, sincero, affettuoso, cordiale, premuroso, attento, solerte, zelante.
Chi, come me, ha avuto l’opportunità di condividere un buon tratto di strada insieme a mons. Malandrino, non può non ricordare e, contemporaneamente essere grato, per le tante attenzioni ricevute sin dagli anni del Seminario (Il vescovo pranzava con noi, tutto quello che gli veniva donato lo portava in Seminario, unitamente alle offerte ricevute). Alla sua tempestiva presenza nei momenti in cui abbiamo sperimentato i “lutti” familiari o in caso di malattia. Alla speciale attenzione riversata al Clero, primo e necessario cooperatore dell’ordine episcopale.
Salutiamo con gioia e gratitudine al Signore i quarant’anni di episcopato di mons. Malandrino, ringraziamo lui per la luminosa testimonianza di esemplare vita sacerdotale che ci ha offerto da vero credente, innamorato di Dio e della Chiesa e per il generoso, indefesso, ministero pastorale esercitato.
Auguri di cuore, Venerata Eccellenza, ad multos et plurimos annos !

Don Roberto Strano