Diocesi / Concluso il corso sui beni culturali ecclesiastici dell’associazione “Cento campanili”: una ricca esperienza formativa e di fede

Una bella esperienza culturale e di fede quella che ha coinvolto i partecipanti al corso di formazione sui “Beni culturali ecclesiastici” edizione 2016 promosso dalla diocesi di Acireale in collaborazione con l’associazione “Cento campanili”. Il corso si è concluso con la visita guidata del Santuario della Madonna della Catena di Aci Catena e la chiesa di Santa Maria del Monte Carmelo di Aci Platani e la consegna, a conclusione della celebrazione eucaristica, degli attestati a tutti i partecipanti.

Il vescovo di Acireale, monsignor Antonino Raspanti, ha salutato i partecipanti, alla prima sessione del corso, augurando a tutti una felice e proficua partecipazione. Tanti gli interventi interessanti da parte di docenti ed esperti nel settore che si sono avvicendati nelle settimane successive, come il maestro argentiere palermitano Benedetto Gelardi che ha fatto vedere come viene realizzata un’opera in argento, con i suoi preziosi strumenti di lavoro, scalpelli di vario genere e misura, per creare da una lastra d’argento un capolavoro. corret-corso-beni-ecclesiastici-partecipanti-1-473-x-252
Il professore Tancredi Bella ha tenuto una lezione sull’architettura medievale nella Sicilia orientale e la dottoressa Laura Barreca, direttrice del museo civico di Castelbuono, ha parlato delle strategie di management culturale.
Pregevole l’intervento della dottoressa Francesca Capanna, vice direttore della scuola di alta formazione dell’Istituto Superiore per la conservazione ed il restauro di Roma. La lunga esperienza e la sua partecipazione a restauri importanti hanno dato alla platea il vero senso di come bisogna attivarsi immediatamente, con cura e grande senso di responsabilità, per salvaguardare opere preziose che in momenti tragici, come quelli post terremoto, potrebbero correre il rischio di andare perduti per sempre. Ricordiamo anche gli apprezzati interventi di don Roberto Strano, don Carmelo Sciuto e don Vittorio Rocca sui tempi e i luoghi della liturgia, il rapporto tra arte e catechesi e arte e teologia.

Il presidente dell’associazione “Cento campanili”, professore Antonio Agostini, si è come sempre prodigato per l’ottima riuscita del corso, e la sua presenza e competenza ha reso il clima ancora più accogliente e coinvolgente. Il professore Agostini, nella giornata conclusiva, ha pronunciato parole importanti e significative, ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile anche quest’anno la realizzazione di questo corso di formazione, sicuramente unico nel Meridione d’Italia.

Dalla sua voce abbiamo raccolto le sensazioni e i nuovi progetti che propongono questo interessante cammino di fede tra arte cultura.

Si è conclusa da poco la III edizione del corso di formazione, un suo personale bilancio?

“Positivo, sicuramente, si conclude un percorso durato circa due mesi con 83 corsisti provenienti da diverse parti della nostra Diocesi, ma anche da Catania, Messina, Ragusa, Roma e Bologna. Sempre importante la presenza di studenti, anche quest’anno c’è stata una borsa di studio vinta dalla studentessa Giusi Oliveri, con uno studio dedicato alla chiesa della Madonna della Catena”.rit-corret-partecipanti-2-581-x-414
Come nasce l’associazione “Cento campanili”?
“Nasce nel 2003 per volere di monsignor Paolo Urso, allora vicario generale, con il fine di dare in custodia all’associazione le chiese durante l’apertura ordinaria e straordinaria. Gli associati svolgono un servizio di volontariato, per la comunità e per tutti coloro che vengono in visita nella nostra città”.
Coloro che vogliono visitare le nostre chiese come possono contattarvi?
“Abbiamo un sito internet ma, spesso, i gruppi religiosi che vengono in visita contattano la curia. In passato i nostri volontari erano spesso nelle chiese e quindi anche i singoli o le famiglie potevano usufruire direttamente di una visita guidata. Certo, precisiamo che noi non siamo guide turistiche, siamo, come ho già detto volontari, che sicuramente si sono documentati accuratamente, e svolgono un servizio gratuito”.
Quali sono gli itinerari che proponete?
“’Vasta e la teatralità barocca‘ è il circuito che offre le visite alla Cattedrale, alla basilica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, la basilica di San Sebastiano a cui si aggiungono la visita alla chiesa di San Camillo, la chiesa del Suffragio e la piccola chiesa di sant’Antonio di Padova a cui si sono aggiunte da poco il santuario di Loreto e la chiesa madre di Aci Sant’Antonio. Prossimamente si aggiungerà un nuovo itinerario, l’itinerario delle Aci, che comprende la visita delle chiese delle varie Aci a cui seguirà anche la visita del museo diocesano non ancora aperto al pubblico”.

Gabriella Puleo