Diocesi / Riflessioni sui beni culturali ecclesiastici. Don Sciuto: “Siamo i custodi del nostro patrimonio artistico e dobbiamo renderlo fruibile”

La tematica affrontata nella Basilica Santi Pietro e Paolo in Acireale è stata occasione per il clero diocesano di riflettere sui Beni Culturali Ecclesiastici.
Il vicario generale mons. Giovanni Mammino ha aperto i lavori salutando i sacerdoti convenuti mettendo in evidenza l’importanza che hanno i beni culturali nel nostro territorio diocesano, perché oltre ad un interesse puramente “estetico” presentano un interesse artistico, storico, archeologico, archivistico e bibliografico.La giornata si è arricchita di importanti contributi.
Don Carmelo Sciuto, direttore Responsabile diocesano dell’Ufficio dei Beni Culturali, ha illustrato il delicato lavoro che svolge all’interno della diocesi. “È importante – afferma don Carmelo – che ognuno di noi comprenda l’importanza del bene culturale affidato che, non è legato alla nostra volontà, ma è tutelato dalla Sovrintendenza. Noi abbiamo il compito della custodia. È un bene che ci viene consegnato, è della collettività e noi ne siamo responsabili. Il bene va curato, mantenuto e tenuto in vita seguendo la prassi alla quale la legge ci obbliga”. Continua don Carmelo: “Il bene deve essere fruibile e messo in rete, ed è ciò che stiamo cercando di fare attraverso il progetto del Parco Culturale ecclesiale”.

Il vescovo di Acireale mons. A Raspanti inoltre ha aggiunto: “Tutelare il patrimonio storico e artistico della diocesi è un dovere perché è un patrimonio che abbiamo ricevuto dai nostri padri ed è quindi un’eredità culturale. Dobbiamo tutelare, conservare e fruire il bene per valorizzarlo. È necessaria quindi una corretta gestione dei beni culturali perchè così,questi diventano un modo per raccontare, per cantare, per inneggiare, per manifestare la gioia della nostra fede, la gioia dell’incontro con Cristo o  dell’incontro con i fratelli”.

Il vescovo conclude con una nota: “La fiducia si conquista solamente aumentando la credibilità e la trasparenza cioè riducendo le distanze tra la parola e l’azione. La credibilità di noi uomini di Chiesa  si poggia sulla Parola di Dio che si fa azione se tradotta in interventi a favore della collettività”.

L’incontro con il clero si è concluso con la visita al museo diocesano sito in Via Mons. Genuardi, 16

                                                                       Arturo Grasso