Disturba molti politici “benpensanti” il Papa che invita a prestare più attenzione ai poveri

Papa Francesco tra gli immigrati

Papa Francesco tra gli immigrati

Papa Francesco si è comportato sin da subito in maniera innovativa e la reazione era scontata.
Fino a quando il suo messaggio è rimasto sui principii, o anche quando ha concretamente turbato la quiete delle strutture della Curia romana, tutti lo hanno elogiato ed applaudito.
Ma quando ha toccato – e ci ha fatto toccare – il senso concreto del Vangelo, appena ha incarnato il “prossimo”  nei disperati di Pantelleria, immediata è scattata la reazione dei benpensanti. Così infatti venivano chiamati, negli anni sessanta coloro, che difendevano la quiete sociale dalle “scandalose” istanze dei poveri.
Così, cinquant’anni dopo, l’on. Cicchitto e soci hanno subito dato una sorta di “altolà” al Pontefice: “Una cosa è enunciare i principi evangelici, altra cosa è governare”.
Che razza di argomentazione, che povertà intellettuale, che durezza di cuore! Il buon Papa Francesco non ha dato ultimatum, non ha enunciato teorie da teologia della liberazione, non ha indicato strade, non ha alcuna intenzione di governare. Ha solo detto che a Lampedusa ci sono i nostri fratelli che soffrono e che la soluzione che vogliamo dare al problema, quale che sia quella che vogliamo scegliere, non può prescindere dal comandamento dell’amore.
Amare a parole non è difficile, ma lo è assai incarnarsi nelle vesti del samaritano e mettere mano alle proprie sostanze per aiutare il prossimo.
Però questa è la sostanza del Vangelo, oggi come sempre.
 
Alessandra Distefano

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Posted by on 27 luglio 2013. Filed under Chiesa,Cronaca,Società,Solidarietà. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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