Economia / Dall’avvocato… all’avocado: Andrea Passanisi conquista i mercati mondiali

Da un viaggio al tropico, il nuovo '"oro verde" di Sicilia

Dall’avvocato… all’avocado. Un abisso solo concettuale: provare la storia di Andrea Passanisi, siciliano di Giarre classe ‘84, per credere. Una storia di ritorno alle origini joniche della famiglia dopo gli studi e la laurea in giurisprudenza a Roma, con un’impronta personale che lancia il “made in Italy”, e nello specifico “in Sicily”, nel mondo dell’esportazione di un prodotto innovativo e in rampa di lancio sulle tavole dei principali grandi mercati planetari. Con un nonno viticoltore e un padre produttore di limoni, non mancavano certo riferimenti di una produttiva passione per la terra, instradata dall’eredità, sancita una quindicina di anni fa, dei terreni di famiglia ubicati nelle frazioni giarresi di Carruba e San Leonardello, nel nord-est del catanese. 

Dal tropico: un viaggio decisivo

Ma fu proprio nei primi anni del 2000 quando il prezzo degli agrumi sembrava continuare a scendere inesorabilmente, che un’illuminazione decisiva sul piano della direzione imprenditoriale arrivò da un significativo viaggio in Brasile. Dal tropico, Andrea fece ritorno con un’inarrestabile volontà di proporre sui mercati nostrani frutti come il mango, l’avocado e il frutto della passione, sperimentando le nuove coltivazioni anche grazie a saggi consigli di docenti e imprenditori rinomati localmente. 

Questione di microclima

“Ci rendemmo conto che questi frutti esotici si adattavano benissimo non solo al nostro microclima, caldo d’estate e mite d’inverno, ma soprattutto – spiega – ai terreni tendenzialmente intrisi di sabbia nera di origine vulcanica della nostra terra, già arricchita da un’ottima acqua estratta a 130 metri di profondità. Nella fascia subtropicale, non tutti i terreni sono adatti: servono un terreno più sciolto rispetto a quello dell’arancia, un clima senza repentini sbalzi di temperatura – aggiunge – oltre a una quantità non trascurabile di analisi preliminari e investimenti legati a movimento terra, piano di concimazione, impianto d’irrigazione a pioggia e piante varie”.

Cooperare: insieme per andare lontano

Andrea Passanisi

Dopo quattro anni, necessari per avere i primi frutti, arrivarono le prime commissioni da alcune cooperative, assicurando loro addirittura ben cinque varietà di avocado doc. Poi, col tempo, un’altra scelta paradossalmente in controtendenza in una terra che dell’esportazione di qualità dovrebbe fare uno dei suoi settori di punta, eppure stenta storicamente ad acquisire una mentalità di cooperazione: raggruppare una serie di produttori, condividendo una comune logistica dove i prodotti sono conferiti, selezionati e calibrati elettronicamente. 

“L’avocado non sarà una moda”

Una strategia portata avanti a piccoli passi ma con rendimento, nonostante alcuni prevedibili ostacoli: al primo posto la proverbiale burocrazia pachidermica della quale il nostro Paese non sembra riuscire a fare a meno, seguita dai furti costanti di quintali interi di frutta subiti. L’intuizione però, come i primi passi, si rivela propizia: “l’avocado non è solo una moda momentaneaspiega Andrea, che cura molto la comunicazione anche attraverso i social network. – E’ e sarà consumato abitualmente come i nostri agrumi: è una risorsa alimentare, gustosa ma anche ricca di aspetti nutraceutici assodati, che spieghiamo puntualmente con il nostro packaging, raccontando il prodotto e dandogli così valore”. Il gruppo, composto da diciotto di imprenditori animati come Andrea da passione per lo sviluppo del territorio, conta i suoi oltre cento ettari tra i comuni jonici di Acireale, Giarre e Fiumefreddo, secondo una trafila tutta in chiave biologica, riunita sotto il brand “Sicilia Avocado”, che non possiamo non annoverare per la nostra rubrica #PerleDelloJonio.

La Sicilia, marchio di qualità nel mondo

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel viaggio al tropico, che oggi dà il nome al sito di e-commerce attraverso il quale Andrea e company esportano in tutto il mondo: daltropico.it. “Si vende molto nel nord Italia, in Francia, in Polonia – racconta – ma da ottobre abbiamo inaugurato la nostra ‘via della seta’ in Cina, un mercato enorme che con la nostra qualità possiamo servire nel tempo con trasporto aerea assicurando quantità altrimenti impensabili in una logica individuale”. Seguire la propria attitudine e l’amore per il proprio territorio, fare squadra e aver fiducia nelle potenzialità inespresse, le chiavi di un innovativo successo: “Io credo nella Sicilia, nei giovani come me e nel potere della nostra terra” afferma spesso convinto Andrea, eletto la scorsa estate presidente di Coldiretti Catania proprio per la sua propensione a fare squadra più che a giocare da mattatore solitario.

“La mia terra, il mio Eldorado”

Avocado di Sicilia, il nuovo “oro verde” dei comuni jonici

Cervello veloce, lingua sciolta e una prorompente carica imprenditoriale, legata a una vocazione nitida: “quando sono in campagna, mi capita anche di macinare chilometri senza accorgermene nemmeno. Non sento la stanchezza, perché questo lavoro mi rende felice. Credo vi siano alcuni settori dove senza passione non resisteresti neanche un mese: in agricoltura vi sono pro e contro come in ogni lavoro, sacrifici e momenti di difficoltà, ma adoro quello che faccio e questo rende ogni giorno sereno”. Una serenità contagiosa, quella di Andrea, almeno quanto la sua mentalità cooperativa in grado di cambiare le sorti di un centinaio di ettari di territorio, il suo Eldorado, benedetto sì dal clima e dalla conformazione, ma valorizzato in modo decisivo solo da una logica di collaborazione comunitaria imprescindibile oggi per valorizzare i piccoli brand di qualità a rischio di soffocamento sui grandi mercati globalizzati.

Mario Agostino