“Educare oggi alle virtù”: recensione testo del prof. Savagnone

Un educatore che crede nella sua opera di rigeneratore e propulsore di nuova vita non si scoraggia davanti ai pericoli e alle minacce della società, ma si pone in atteggiamento di attento scrutatore per riconoscere tra luci ed ombre il giusto momento e l’occasione propizia per una rinnovata avventura. Non ci stupisce che il Prof. Savagnone, dopo aver stimolato i suoi lettori con i precedenti volumi (Educare oggi, Educare alle virtù) ci parli ancora di come “Educare nel tempo della post-modernità”, ElleDiCi, €. 9, per la Collana “La sfida educativa”, al suo 16^ volume. Dalla prima all’ultima pagina (delle 120 che compongono il volume), si palesa la voglia di un’analisi oggettiva e critica dell’evolversi delle stagioni che hanno trasformato in modo profondo e rapido i costumi, la cultura e perfino le aspettative della società, recando il crollo dei valori, fino alla perdita di speranza e di futuro, a danno delle giovani generazioni. A partire da questo grido disperato, il Professore invita a rimettersi in ascolto e a leggere la realtà. Per elaborare un nuovo progetto bisogna “prendere coscienza delle trasformazioni in atto, valorizzando le istanze positive e al tempo stesso evidenziandone gli aspetti problematici e contraddittori” (pag. 5).

Educare oggi alle virtù, Giuseppe Savagnone

Educare oggi alle virtù, Giuseppe Savagnone

Com’è suo costume, l’Autore vede nella sfida sempre una opportunità da cogliere, pur attraverso le difficoltà. Nove sono le sfide prese in considerazione: la frammentazione dell’io, la morte del padre, l’individualismo, la fugacità, il virtuale, il pluralismo, il soggettivismo, i localismi e la globalizzazione, ed infine, la crisi economica. Altre ne potrebbe aggiungere il lettore, si augura l’autore, convinto che la capacità di fermarsi e rileggere – attraverso esperienze di vita e prospettive diverse – possa fornire nuovi indicatori di direzione, frutto della capacità propositiva e del senso di responsabilità che caratterizza l’uomo maturo, capace di prendersi cura non solo di se ma dell’intera società . Occorre che per primo l’educatore sia uomo di speranza, cioè capace di assumersi la responsabilità di ciò che può nascere dal proprio impegno. “Educare alla speranza vuol dire educare a pensare”, dice, citando la Caritas in veritate ai nn. 19/21 di Benedetto XVI. Servono, pertanto, “uomini di pensiero, capaci di riflessione profonda, votati alla ricerca di un umanesimo nuovo, che permetta all’uomo moderno di ritrovare se stesso”. La crisi è una vera occasione di discernimento e di nuova progettualità, per sconfiggere l’individualismo e andare verso un cambiamento di stili di vita, in cui “gli elementi di scelta per una crescita comune siano la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri”. La libertà che non è solo autonomia, ma anche responsabilità e partecipazione, ripete con la canzone di G.Gaber. Anche la speranza in tempo di crisi, deve recuperare la centralità della politica. (pagg 116/117). Il libro è ricco di citazioni non solo bibliografiche ma di racconti di film e di testi di canzoni, che dimostrano come la ricerca di un senso quanto più possibile umano è dentro il cuore di ogni uomo che lo cerca nel modo più congeniale a sè. Buona lettura!

Teresa Scaravilli

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Posted by on 23 settembre 2013. Filed under Chiesa,Cultura,Scuola,Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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