Etna / Torna sul nostro vulcano l’artista israeliano Yuval Avital con le sue “Variazioni sul tremore armonico”

Dal 4 al 12 aprile l’artista israeliano Yuval Avital è tornato sull’Etna per la terza e ultima serie di riprese con cui verrà allestita, a Milano in autunno, la mostra “Variazioni sul tremore armonico”.
Più precisamente si tratta di un’installazione: cinque schermi e dieci altoparlanti sincronizzati con filmati, un totem che riproduce gli infrasuoni dell’Etna, quadri fotografici con percorsi diversi sul vulcano.
Seguo Yuval da diverso tempo ed ho già precedentemente parlato della mostra e di lui, Yuval è nato a Gerusalemme ma vive a Milano da anni, è un solista di chitarra classica e compositore di fama internazionale. Negli ultimi anni ha deciso di unire musica e immagini per creare nel 2008 delle opere multimediali che nel 2011 diventano delle vere istallazioni artistiche.
Per avere un’idea delle proporzioni diamo un po’ di numeri: 350 comparse, 70 scene, 22 giorni di riprese. Lunghe giornate, suggestive ma senza dubbio faticose, di “creazione” e raccolta di immagini e di suoni.
Yuval ha creato un percorso caratterizzato da momenti di grande intensità e poesia. Ho seguito personalmente qualcuna delle riprese e mi sono ritrovata partecipe solo guardando, Yuval riesce a trasmettere le emozioni che prova e riesce a creare scenografie incredibili, ancestrali. Quelle immagini mi sono entrate negli occhi per imprimersi da qualche parte dentro l’anima: suoni antichi, vecchi come la pietra, che si mischiano a suoni moderni come la chitarra elettrica di Yuval in una cornice splendida, il territorio dell’Etna, che diventa scena di quello che per Yuval è un tetro a cielo aperto.
Vediamo precisamente chi sono i protagonisti di quest’ultima serie di riprese: Mercoledì 7 Aprile i suonatori di marranzano a Castiglione di Sicilia (paese che quest’anno è arrivato quinto a “Borgo dei borghi”), giovedì 8 a Linguaglossa in un campo di fichi d’india i tamburelli fatti a mano dai membri della famiglia Cassaniti e sempre nelle stesse giornate le riprese canore della cantante catanese Etta Scollo e della cantante soul randazzese Rita Crimi, una voce meravigliosa che ovviamente io già ben conoscevo.
E poi ancora la Banda Erasmo Marotta, che si è esibita in mezzo alle viti eseguendo una partitura scritta da Yuval appositamente per l’occasione.

– Cosa porterai dentro dell’Etna?

“L’Etna mi è entrata nell’anima, terra, gente, suoni, colori e tanti tanti nuovi amici. Sono molto grato a Diego Cusumano per avermi invitato a partire per questo viaggio poetico, all’INGV per la fiducia e sostegno, all’Ente parco Etna che salvaguarda questo tesoro immenso. E’ stato bello avere questo team con cui lavorare: l’entomusicologo Luca Recupero, il mio Virgilio, e Carmelo Damico la mia bussola.”
Seguire Yuval è come ritrovarsi catapultati in un universo surreale, per me è stato così: camminare in un campo di fichi d’india ascoltando i suonatori di tamburello o veder suonare una banda in mezzo ai filari di una vigna… in quei momenti mi sentivo come all’interno di un quadro di Dalì, una dimensione inconsueta e densissima.
Adesso non resta che attendere l’autunno per vedere come l’Etna verrà ricomposta da Yuval in “Variazioni sul tremore armonico”.

Alessandra Distefano

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Posted by on 19 aprile 2017. Filed under Comuni,Cultura,Interviste,Randazzo. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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