Farmaci: tutti i rischi del web

Gioacchino Nicolosi

A seguito della morte causata da sorbitolo acquistato via internet, che poi si è rivelato essere nitrito di sodio, abbiamo intervistato il dott. Nicolosi, presidente della Federfarma Catania e vicepresidente della Federfarma Nazionale, per avere qualche notizia in più in merito alla vendita dei farmaci via internet.

Dottor Nicolosi esistono farmaci la cui vendita via internet è lecita?

No. La vendita dei farmaci in Italia deve avvenire esclusivamente attraverso il canale delle farmacie, come stabilisce il Testo unico delle leggi sanitarie del 1943.  A rafforzare questo principio provvede anche l’articolo 25 del codice deontologico, che vieta la cessione di farmaci tramite il web. Purtroppo quasi la metà della popolazione non sa che l’acquisto di medicine on line è vietato o sottovaluta i pericoli per la salute. Nel 2013 i paesi membri dell’Unione europea recepiranno la direttiva n. 62 del 2011, che modifica il Codice farmaceutico europeo con l’introduzione di norme più severe per l’ingresso di prodotti contraffatti o illegali in Europa e in Italia.

Quali sono le cause per  le quali è vietata la vendita di farmaci via internet?

I farmaci non possono essere considerati un bene di consumo al pari di altri, come è stato fatto in questi anni, tentando di liberalizzare e aprire il mercato alle multinazionali. Inoltre il web non dà alcuna garanzia ai pazienti, come dimostra il caso di Barletta. Basti pensare che in pochi anni sono nate circa quarantamila farmacie virtuali, secondo l’Agenzia italiana del farmaco e l’ente statunitense Legitscript, che verifica e controlla le farmacie on line, solo l’1% sarebbe legale, ovvero controllato dalle autorità competenti. Circa il 50% dei farmaci comprati su internet risulterebbe contraffatto, dunque potenzialmente pericoloso per la salute. In particolare, i prodotti contraffatti possono essere un’imitazione perfetta della preparazione originale, con lo stesso principio attivo nella corretta quantità e con il medesimo confezionamento. Oppure possono contenere un principio attivo in quantità diverse rispetto al valore dichiarato, non contenere affatto principio attivo, essere composti da sostanze differenti o conservati in contenitori non conformi alla legge e infine essere stoccati e trasportati senza il rispetto delle norme di buona conservazione.

Quali sono i farmaci, se vi è una categoria in particolare, maggiormente venduti via internet e per quali ragioni?

Fino a poco tempo fa i farmaci più venduti on line in Italia erano anabolizzanti, sostanze dopanti e farmaci per insufficienza erettile. Ma, anche a causa della crisi, che costringe molte famiglie a risparmiare persino sulla salute, e dell’assenza di controlli su internet, la gamma di farmaci richiesti sul web è aumentata per quantità e tipologia. Sono molto venduti, infatti, anche psicofarmaci, antidepressivi e tranquillanti, che dovrebbero essere dispensati solo dietro precise indicazioni del medico e che nessuna farmacia reale venderebbe mai in assenza di prescrizione.

Come si può arginare questo problema le cui conseguenze, come nel caso di Barletta, possono anche essere letali?

L’unica certezza contro i farmaci contraffatti è l’acquisto in farmacia, dove vengono controllati e certificati tutti i passaggi, dalla casa produttrice al grossista alla farmacia stessa. Oltre alla sicurezza sulla provenienza e autenticità del prodotto, c’è un’altra importante garanzia che solo le farmacie possono dare: il ritiro entro 12 ore, in tutto il territorio nazionale, di farmaci o altri prodotti considerati non più a norma, nocivi per la salute o appartenenti ad un lotto difettoso. Questo “Sistema di allerta rapido” funziona soltanto per le farmacie, che sono collegate a livello nazionale, regionale e provinciale. Entro mezza giornata dalla comunicazione del Ministero siamo in grado di eliminare dagli scaffali e porre fuori dal commercio farmaci, omogeneizzati o altri prodotti nocivi per la salute. E questa è una garanzia in più per il cittadino che sa di poter trovare in farmacia non un venditore, ma un professionista della salute. Il caso di Barletta ha aperto uno scenario inquietante sul ricco mercato illegale dei farmaci, che suscita sempre più gli appetiti della criminalità. L’unico modo per arginare questo fenomeno è promuovere campagne di informazione e far comprendere ai cittadini che i farmaci non sono beni di consumo da acquistare liberamente on line o al supermercato, ma devono essere prescritti da un medico e dispensati in farmacia.

Annamaria Distefano.

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Posted by on 27 aprile 2012. Filed under Interviste. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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