La Festa della donna – 9 / “Sante, colte e coraggiose”, alla scoperta delle figure femminili nel Santuario di S. Antonio di Padova

“Sante, colte e coraggiose”. Si intitola così un particolare percorso di visite guidate gratuite alla scoperta delle figure femminili nel santuario antoniano che il Messaggero di Sant’Antonio Editrice, in collaborazione con la Basilica del Santo e la Veneranda Arca di Sant’Antonio, proporrà in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna. Partendo dalla figura della Madonna, in particolare la Madonna Mora, in tre turni di visita, alle 11.30, 14.30 e 17.30, si conosceranno quelle donne, sante o laiche, che hanno trovato sepoltura o memoria eterna al Santo di Padova.

Santa Rosa da Lima

La stessa sepoltura nel Santuario – si legge in una nota dell’editrice – era un onore riservato quasi esclusivamente agli uomini. Solo poche donne hanno potuto godere di un così grande privilegio e per molte di loro oltre, al lustro del casato di appartenenza, hanno giocato un ruolo importante le doti o le virtù manifestate in vita.

I frati del Messaggero e della Basilica, in sinergia con la Veneranda Arca, hanno inteso così riproporre, in chiave artistica e devozionale, l’attenzione avuta da sant’Antonio per le donne che, come i bambini, erano allora i soggetti più deboli della società, e che, troppo spesso, lo sono anche oggi. Un’attenzione che si ritrova nei miracoli del Santo, molte volte andato in soccorso di donne, come la madre disperata per la morte del piccolo Tommasino, riportato in vita da Antonio, la ragazza annegata o la moglie che il marito crede adultera. In quest’ultimo caso, che ricorda purtroppo molti fatti di cronaca recente, l’uomo, convinto del tradimento della consorte, la picchia e le strappa i capelli, lasciandola moribonda. Lei invoca il Santo, che la salva e le riattacca i capelli, un gesto simbolico con cui le ridà figurativamente la dignità di donna.

Davanti ai sepolcri e ai monumenti che eternano la memoria di chi non c’è più, i devoti ripercorreranno la storia e le vicende di donne, alcune illustri, altre meno conosciute, che hanno lasciato un’importante traccia nella nostra città e non solo. Scopriranno dipinti, affreschi e sculture che le ricordano e spesso le raffigurano: sante, studiose, figlie e mogli… donne.

Santa Chiara

Prima tappa del percorso sarà la figura della Madonna, alla quale frate Antonio era molto devoto, tanto da chiedere di essere sepolto nell’allora chiesetta di Maria Mater Domini, primo nucleo di quella che divenne poi la basilica antoniana.

Poi si conosceranno altre figure femminili, da Santa Rosa da Lima a Santa Chiara passando per Lucrezia Dondi Dell’Orologio, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, Bartolomea Scrovegni, Bettina Di San Giorgio e tante altre. Donne con le loro storie, come quella tragica di Lucrezia Dondi, moglie del marchese Pio Enea degli Obizzi, «scelleratamente accoltellata, scannata nel 1654», o come quella di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo nel 1678. La Biblioteca Antoniana conserva alcuni documenti riguardanti la sua tesi in filosofia discussa all’Università di Padova.

Un modo per ricordare come al progresso e alle conquiste della civiltà hanno partecipato donne che a fatica si imposero e si emanciparono, fino a diventare protagoniste nella storia della nostra fede, in campo sociale, politico, artistico e filosofico.

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Posted by on 4 marzo 2017. Filed under Chiesa,Cronaca,Cultura,In evidenza,Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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