I ragazzi secondo Demopolis: servono cultura e fiducia nel futuro

Sono stati presentati qualche giorno fa dal direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento, dal presidente della Provincia Giuseppe Castiglione, e dall’assessore provinciale alle Politiche scolastiche  Giovanni Ciampi i risultati dell’intervista demoscopica svolta dall’Istituto Demopolis per conto della Provincia di Catania e dell’Associazione “Progetto Sicilia” su un campione (stratificato in base al sesso ed alle fasce d’età) di 816 intervistati di età compresa tra i 14 e i 19 anni e residenti nella Provincia di Catania.

L’identikit tracciato dall’Istituto Demopolis rivela che gli adolescenti catanesi, in una ideale scala di valori, mettono la famiglia al primo posto (77%), seguita da amicizia e amore, ma trascorrono il tempo libero per strada o in piazza, solo il 4% frequenta la parrocchia. Gli ambienti nei quali i ragazzi si muovono sono invasi dal bullismo (il 61% dice di percepirlo), ma in caso di aggressioni e atti di prepotenza solo il 3% si confiderebbe con un docente: il 10% lo riferirebbe ai genitori, mentre il 67% si difenderebbe da solo. Quando stanno insieme, i giovani parlano di ragazze/i, musica, sesso. Ultimi posti per le letture (solo il 25% ha letto più di 4 libri nell’ultimo anno) e la politica, tant’è che il 34% dei giovani crede che Berlusconi sia presidente della Repubblica. Il 39% degli intervistati non riconduce al Parlamento italiano il potere legislativo e segnala, in un quarto dei casi, il Governo, al quale viene (correttamente) attribuito il potere esecutivo solo nel 52% dei casi. Il linguaggio della politica e delle istituzioni appare lontano da questa generazione, che sembra mancare di credibili punti di riferimento e non nutre fiducia nelle istituzioni nazionali e locali, nel Parlamento e nei partiti politici.

A proposito di legalità, Il 76% degli intervistati avverte la presenza della mafia nel territorio mediante il racket delle estorsioni, seguito da spaccio, condizionamento degli appalti,  compravendita dei voti. L’indagine ha analizzato anche la percezione e l’applicazione della legalità nel vissuto quotidiano degli studenti, a scuola, nel gruppo o in famiglia: anche se conoscono le regole, i ragazzi “scaricano” da internet, giudicano ammissibile usare i mezzi pubblici senza avere il biglietto e ammettono che è capitato o potrebbe capitar loro di farsi raccomandare (51%) e guidare dopo aver bevuto più di un alcolico (25%). Il 78% degli adolescenti intervistati reputa “eroi” quanto hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla mafia e il più ricordato in assoluto (90%) è Paolo Borsellino.

Sconfortante, ma rivelatrice dei tempi (oscuri) che viviamo, la visione giovanile del futuro: il 71% ritiene impossibile riuscire nella vita senza adeguati appoggi politici e conoscenze, serve “fortuna”, conoscere la “gente che conta”. Appena il 23% (terzultimo posto) riconosce l’importanza dello studio: la società attuale – rilevano molti studenti – non premia il merito e non basta impegnarsi per conseguire obiettivi personali e lavorativi. Come dar loro torto?

“La Provincia ha organizzato spesso incontri con gli studenti per parlar loro di legalità, per informarli sui rischi in cui si incorre a causa dell’abuso del consumo di alcol o per avvicinarli alle Istituzioni europee, ma da quel che emerge occorre fare ancora di più”, ha commentato il presidente della Provincia Castiglione. “Un dato che sconcerta – ha osservato Castiglione –  è infatti la forte lacuna sulla realtà politica ed istituzionale, sia in ambito locale che nazionale. A tal fine incoraggeremo sempre più attività rivolte alla formazione, in raccordo anche con il mondo scolastico». Il report grafico dell’indagine è consultabile sul sito www.provincia.ct.it