Parco dell’Etna / La Federazione italiana fuoristrada: “I nostri soci rispettano l’ambiente, chi non lo fa discredita la categoria”

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Non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli. (Kahlil Gibran)
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La natura non è un posto da visitare. E’ casa nostra. (Gary Snyder)

Il vicepresidente della FIF (Federazione italiana fuoristrada), Carlo Vannucci, prende subito le distanze da quanto accaduto nei giorni passati, riguardo il deturpamento del sentiero che collega i monti Sartorius al rifugio Baracca a tutela integrale, ad opera di mezzi 4×4. L’associazione conferma il credo proprio e dei suoi associati, basato sull’etica del rispetto della natura e del suo paesaggio (in primis come dettame interiore e, solo dopo, per osservanza delle leggi) sublime forma d’arte, scenario pubblico e da condividere, preziosa risorsa della quale fare tesoro, da proteggere e praticare in maniera saggia, perché l’alternativa sarebbe il degrado ambientale. Pertanto, ognuno di noi, dovrebbe essere fautore di bene e non il contrario;peraltro, la federazione vanta oltre 10 mila iscritti ripartiti su diciassette regioni,  ideatori, sovente, di progetti sociali, oltre ad essere presenti durante le calamità naturali per essere d’aiuto al prossimo. Come lo stesso Josè Ortega Y Gasset sosteneva: “Io sono me più il mio ambiente e, se non preservo quest’ultimo, non preservo me stesso”.

                                                                                                                                                                                           Maria Pia Risa

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