Vangelo della domenica (12 febbraio) / Il cristiano obbediente a Dio non solo osserva i precetti, ma agisce con amore

Canto al Vangelo (Mt 11,25)
Alleluia, alleluia
Ti rendo lode o Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia

Vangelo (Mt 5,17-37)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».
Parola del Signore

Riflessione
Il brano del vangelo di Matteo che la Liturgia di questa domenica propone, esorta a guardare il fine ed il senso della Legge cristiana, cioè Dio ed il suo amore per ogni uomo. Gesù dice ai suoi discepoli che non è venuto ad abolire la Legge ed i Profeti, ma a dare pieno compimento alla Legge, è venuto cioè  a rivelare l’amore del Padre. La Legge ha il compito di indicare ciò che è bene e vietare ciò che è male, i profeti esortano alla sua osservanza ed alla conversione al Signore coloro che non la vivono, e Gesù mostra ciò che deve stare  dietro l’osservanza della Legge, cioè l’amore. Il compimento della Legge consiste infatti nell’amore. Gesù insegna il modo autentico di vivere la vita del Vangelo; non si tratta di osservare innumerevoli precetti fine a se stessi, magari con atteggiamenti aridi e obbligati, ma l’autentica sequela di Cristo deve essere animata dall’amore per Dio e per i fratelli. Chi incontra l’Amore adempirà il precetto non fermandosi solo a ciò che questo prescrive, ma andrà oltre la norma dentro quel respiro dato solo dall’amore. In questo brano Gesù elenca una serie di esempi sul modo in cui il discepolo deve vivere la vera obbedienza a Dio non fermandosi alla semplice osservanza, ma lo esorta ad andare dentro la finezza dell’amore. Chi ama infatti non solo non fa male al prossimo commettendo i gesti più estremi, ma starà attento a non ferirlo nemmeno con atteggiamenti gretti o di indifferenza. Chi ama infatti, acquista quella delicatezza del cuore, tipica dell’amore.

Letizia Franzone

 

 

 

 

 

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Posted by on 11 febbraio 2017. Filed under Chiesa,Dialogos,In evidenza,Spiritualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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