Il viaggio / Papa negli Emirati Arabi Uniti. “Abbiamo bisogno dell’arca della fratellanza”

“Anche noi oggi, nel nome di Dio, per salvaguardare la pace, abbiamo bisogno di entrare insieme, come un’unica famiglia, in un’arca che possa solcare i mari in tempesta del mondo: l’arca della fratellanza”. È cominciato con questa immagine il primo discorso del Papa negli Emirati Arabi Uniti, al Founder’s Memorial, in cui risuonano in particolare tre parole: fratellanza, dialogo, pace. “Dalla vostra patria mi rivolgo a tutti i Paesi di questa Penisola, ai quali desidero indirizzare il mio più cordiale saluto, con amicizia e stima”, ha esordito Francesco, citando gli ottocento anni dall’incontro tra san Francesco e il sultano al-Malik al-Kamil: “Volere la pace, promuovere la pace, essere strumenti di pace: siamo qui per questo”. Il “punto di partenza” della fratellanza, ha spiegato il Papa, “è riconoscere che Dio è all’origine dell’unica famiglia umana”, è lui che “vuole che viviamo da fratelli e sorelle, abitando la casa comune del creato”. La fratellanza, ha proseguito Francesco, “ci dice che tutti abbiamo uguale dignità e che nessuno può essere padrone o schiavo degli altri”.


“Per fare una guerra ci vuole sempre il volto dell’altro creato come nemico. Papa Francesco ci dice: oggi ci stanno mettendo davanti un altro volto del nemico che è quello del musulmano, dell’immigrato, del diverso da me. E vuole sfatare questa idea per portare l’umanità verso un vissuto di pace e di fratellanza”
(Foto: AFP/SIR)

“Questo viaggio è un riflesso della scelta del nome di Francesco. A ottocento anni dall’incontro di san Francesco con il Sultano d’Egitto, il Papa ripercorre come messaggero di pace la stessa via del santo poverello di Assisi e dà prova dello stesso coraggio”. Teologa musulmana di origine iraniana, Shahrzad Houshmand Zadeh parte dallo “Spirito di Assisi” per spiegare il viaggio – il primo di un Pontefice – negli Emirati Arabi. Lunedì 4 febbraio, il Papa prenderà parte alla “Conferenza globale sulla fratellanza umana”, organizzata dal “Muslim Council of Elders”, un organismo internazionale indipendente con sede appunto ad Abu Dhabi che fa capo al Grand Imam di al-Azhar, lo Sceicco Ahmed El-Tayeb. Alla Conferenza parteciperanno esperti, intellettuali e soprattutto leader islamici, cristiani e anche ebrei per affrontare insieme una serie di tematiche essenziali per redimere i conflitti purtroppo in atto: l’estremismo religioso ed etnico; la questione della cittadinanza delle minoranze; la cooperazione tra Est e Ovest per la pace e la sicurezza globale; il ruolo delle religioni nella promozione di una cultura della pace e della fraternità.

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