Il XXII Master Fisc di giornalismo si è svolto a Catania all’insegna del turismo e della socializzazione

Dal 19 al 22 settembre si è svolto a Catania quello che è diventato un appuntamento piacevole e irrinunciabile per i giornalisti delle testate diocesane: il Master di aggiornamento della Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), giunto alla ventiduesima edizione e dedicato quest’anno a mons. Alfio Inserra, che ne fu per tanti anni l’anima e l’organizzatore.

Il saluto dell'arcivescovo di Catania mons. Salvatore Gristina

Il saluto dell’arcivescovo di Catania mons. Salvatore Gristina

Il primo master senza la presenza di don Alfio, che ci ha lasciati meno di un anno fa, è stato dedicato al tema “Turismo: cultura e prospettive occupazionali”, con un sottotitolo interessante, “Dalla Magna Grecia alla Sicilia 2.0”. Il riferimento al turismo era una scelta quasi spontanea in una terra, la Sicilia, da sempre vocata al richiamo dei viaggiatori provenienti anche da terre lontane, a cominciare dal ’700 e dall’’800, quando si diffuse la moda del “grand tour” tra i viaggiatori dell’Europa centrale e settentrionale, per i quali la Sicilia costituiva una tappa obbligata. Ma anche adesso la Sicilia ha tantissimo da offrire, sia con le sue bellezze naturali, sia con le ricchezze incomparabili costituite dai monumenti e dai beni artistici che abbondano in tutte le città piccole e grandi, e che provengono da varie epoche storiche. Ed ecco il senso del sottotitolo: fin dai tempi della Magna Grecia – quella sorta di colonia-succursale dell’antica Grecia formatasi nella Sicilia e nell’Italia meridionale (ma anche prima) – la Sicilia ha costituito un richiamo fortissimo per le popolazioni del Mediterraneo – e non solo –, un richiamo che continua ad esercitare anche adesso e che si proietta nel futuro, nell’epoca digitale avanzata (2.0, per l’appunto).

Appunti di lavoro

Appunti di lavoro

Questi temi sono stati ampiamente affrontati e a approfonditi dai relatori degli incontri tenutisi durante i tre giorni, a cominciare da mons. Antonio Staglianò, vescovo di Noto e delegato della Conferenza Episcopale Siciliana per la cultura e le comunicazioni sociali, per proseguire con l’assessore regionale ai beni culturali Mariarita Sgarlata e con il direttore dell’ufficio diocesano di Catania per l’arte sacra don Carmelo Signorello. Naturalmente il fare turismo – e parlare di turismo – è stato visto anche come impegno per i giornalisti, i quali hanno in questo campo una fortissima responsabilità, come ha sottolineato mons. Staglianò, il quale ha invitato ad un uso corretto degli strumenti che i giornalisti hanno a disposizione ed ha evidenziato come sia necessario non perdere di vista la luce dell’impegno cristiano con la quale bisogna sempre illuminare la realtà che ci circonda e che viene descritta. Tra gli altri illustri ospiti possiamo annoverare l’arcivescovo di Catania mons. Salvatore Gristina, il presidente nazionale della Fisc Francesco Zanotti, il direttore dell’agenzia Sir (Servizio Informazione Religiosa) Domenico delle Foglie, il presidente regionale della Fisc Giuseppe Vecchio e, naturalmente, il direttore del settimanale diocesano di Catania “Prospettive” don Giuseppe Longo, che ha curato l’organizzazione del Master ed ha fatto gli onori di casa.

La piazza del Duomo di Catania di notte

La piazza del Duomo di Catania di notte

Il tema proposto è stato anche approfondito con dei momenti forti dedicati alla conoscenza della città e del territorio in cui si sono svolti i lavori: la visita del Museo diocesano (sede del Master), la visita della Cattedrale con la preziosa cappella di sant’Agata, la visita della città in notturna, sia con il trenino turistico, ma anche – e soprattutto – con le varie passeggiate informali fatte mentre ci si spostava da una parte all’altra per raggiungere il ristorante o l’albergo. I luoghi stessi in cui si sono svolti i lavori sono stati anch’essi scelti appositamente con quest’ottica: il Museo diocesano, la Cattedrale, la Badia di sant’Agata. Ed infine, la ciliegina sulla torta è stata senz’altro rappresentata dall’escursione sull’Etna, il vulcano più grande d’Europa che affascina da sempre chi lo vede per la prima volta e che induce sempre i non siciliani a chiedere ai residenti: “Ma voi non avete paura ad abitare sotto una montagna che sbuffa fumo e lava in continuazione?”

I giornalisti partecipanti al Master in escursione sull'Etna

I giornalisti partecipanti al Master in escursione sull’Etna

La cosa più bella e significativa del Master resta però, al di là degli incontri e dei dibattiti, la possibilità di incontro tra colleghi provenienti da tutte le parti d’Italia e la possibilità di socializzare e confrontare le proprie esperienze, calate in contesti urbani e sociali differenti; socializzazione favorita proprio dai moderni mezzi informatici che permettono la “globalizzazione” dell’attività e dell’esperienza giornalistica. Importantissimi, dunque, in quest’ottica, i lavori di gruppo (condotti nei vari livelli dei redattori, dei fotoreporter e dei direttori) e le escursioni, nonché i momenti di libera socializzazione costituiti – come dicevamo prima – dai pasti e dagli spostamenti. Momenti che davano la possibilità ai “locali” di poter fare da guida ai “forestieri” e di suscitare in loro quel tantino di legittimo “orgoglio” nel poter dire: “Io tra queste bellezze ci sono nato e cresciuto e le conosco bene.” Anche don Alfio Inserra dava molto spazio e molta importanza a questi momenti, ed anche gli attuali organizzatori hanno sottolineato l’importanza di questa parte delle giornate del Master, che resta in ogni caso un’esperienza forte per la formazione dei giornalisti cattolici.

Nino De Maria

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Posted by on 30 settembre 2013. Filed under Chiesa,Cronaca,In evidenza,Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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