Inchiesta Uniplaces / Se la lavastoviglie risulta più importante della fibra…Gli alloggi degli studenti nell’era della condivisione

Uniplaces, la piattaforma online che mette in contatto studenti in cerca di un alloggio con proprietari di casa che hanno uno spazio da affittare, annuncia i risultati di una ricerca che ha voluto approfondire le esigenze dei giovani studenti fuori sede, andando a indagare come la rivoluzione digitale stia cambiando le modalità di ricerca di uno spazio e a evidenziare le caratteristiche che gli studenti italiani preferiscono quando si tratta di vivere in condivisione. L’80% utilizza internet per cercare un alloggio e prenota ormai last minute, in media 27 giorni prima della partenza. Solo il 12% rimane affezionato alle bacheche universitarie.  Il 61% preferisce condividere la casa con studenti internazionali. Tra gli optional della casa resiste la lavastoviglie (61%), preferita alla fibra ottica.

Ogni anno in Italia – si legge nel comunicato stampa – circa 420 mila studenti universitari (29%) si trasferisce dalla propria città di origine per andare affitti.jpg_650606785ad affrontare un periodo di studio in una nuova città. Uniplaces, la piattaforma online che mette in contatto studenti in cerca di un alloggio con proprietari di casa che hanno uno spazio da affittare, ha voluto approfondire le esigenze dei giovani fuori sede, andando a indagare come la rivoluzione digitale stia cambiando le modalità di ricerca di uno spazio e a evidenziare le caratteristiche che gli studenti italiani preferiscono quando si tratta di vivere in condivisione.

L’80 per cento degli studenti si affida ad internet per la ricerca di un alloggio mentre solo il 12% utilizza le bacheche universitarie o sfrutta il passaparola e le riviste di annunci immobiliari (9%). Tra gli utenti Uniplaces, in media la prenotazione di uno spazio avviene in prossimità della partenza (27 giorni prima) e benil 79% degli gli studenti preferisce spazi con foto professionali e verificate, che si dimostrano un elemento di fiducia e garanzia tenuto in grande considerazioni dagli utenti.

In condivisione, ma con altri studenti. La stragrande maggioranza degli studenti pensa a una casa in condivisione (81%), preferibilmente in comune con altri universitari (69%), ancor meglio se internazionali (61% Vs 39% connazionali); solo il 9% invece vuole vivere da solo. Tra gli optional della casa, svetta il comfort e la praticità della lavastoviglie indicata dal 61% dei rispondenti come l’optional preferito in grado di far propendere la scelta fra due alloggi. Seguono la fibra ottica (43%), il comfort di una cabina armadio (36%) e la disponibilità di una bicicletta, desiderata dal 25% degli intervistati.

La sicurezza del quartiere. Benché un elevato numero di studenti cerchi un alloggio nei pressi dell’università, la maggioranza considera come un fattore ancor più decisivo la sicurezza del quartiere (67%). A conferma di questo dato, Uniplaces, che permette di ricercare e prenotare un alloggio scegliendo tra le diverse aree della città, viene utilizzato in maggioranza da ragazze (65%), per le quali la percezione della sicurezza urbana riveste un ruolo ancor più determinante.

Pulizia e ordine sono due aspetti imprescindibili. Quando si tratta di condividere la casa con persone che non si conoscono, la pulizia e l’ordine sono gli elementi più importanti che favoriscono una buona convivenza (92%). Seguono la dimensione degli spazi comuni (42%) e il non esagerare con gli ospiti esterni (38%). Agli studenti sembrano invece interessare meno le differenti abitudini alimentari dei coinquilini, considerato un ostacolo da meno di 1 studente su 5.

La ricerca – si apprende infine nel comunicato stampa – ha inoltre indagato anche alcuni aspetti di particolare interesse per i proprietari di casa intenzionati ad affittare la propria casa a studenti universitari. Il prezzo ideale di uno spazio non deve superare i 400 euro (46%), con il 34% degli studenti che punta a trovare un alloggio a meno di 300 euro, mentre solo il 16% è disposto a pagare cifre superiori tra i 400/500 euro.

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Posted by on 2 marzo 2016. Filed under In evidenza,Società,Università. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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