Incontri culturali / “Credere – non credere”, ricco confronto a tre a Riposto

Nell’elegante cornice della Sala del Vascello – restaurata di recente – del Palazzo Municipale di Riposto  si è svolto l’incontro sul tema “Perché credo / Perché non credo”, a cura della Comunità Masci Riposto 1, guidata dal Magister Pippo Lo Cicero, col supporto del Gruppo “Tuttinsieme”, da settembre trasferito nella parrocchia “Maria SS.ma del Rosario” di Torre Archirafi, sotto la guida spirituale di don Lucio Cannavò, presieduto dal prof. Pietro Guarnotta, moderatore della serata.

Alla presenza del sindaco di Riposto, Enzo Caragliano, e dell’assessore alla Cultura, Carlo Copani, del sindaco di Giarre, Angelo D’Anna, e di numerose autorità politiche, culturali e religiose, ha esordito la prof. Alfina Spinella, docente di Filosofia, con l’individuare, in un quadro sintetico ma esaustivo, il significato filosofico e dunque il meccanismo concettuale dei tre atteggiamenti fondamentali concernenti la tematica: essere credenti, essere atei, essere agnostici.

Il prof. Orazio Licciardello, già ordinario di Psicologia sociale, vicepresidente nazionale dell’Associazione Psicologi Italiani e coordinatore della sezione di Psicologia del Dipartimento dei processi formativi dell’università di Catania, ha posto l’accento – tra l’altro – su come l’antinomia credere / non credere, per il significato soggettivo che assume, possa riverberarsi sulla qualità della relazione con “l’altro” e sulla civile convivenza tra “diversi”; ed ha sottolineato l’importanza di una formazione caratterizzata dalla “capacità d’ascolto” (anche interiore) e non dalla rigidità identitaria.

Il prof. don Carmelo Raspa, docente di Ebraismo, Ebraico biblico ed Esegesi presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia di Palermo nonché autore di numerosi articoli e saggi in materia, ha centrato la propria relazione su alcuni concetti centrali tra cui il seguente assunto: sulla base di un racconto fondante che testimonia la manifestazione di Dio in Cristo Gesù, la fede si esprime nell’argomentare teologico, plurimo e complesso, come lo è il racconto fondante. Racconto fondante e teologia accolgono gli altri racconti e la benedizione in essi contenuta.

Dopo numerosi e pregevoli interventi da parte di un pubblico attento ed interessato, l’incontro si è concluso con la consegna, da parte del sindaco Caragliano, di tre targhe ai relatori.

Mario Vitale