Intervista / Daniela Trovato, scrittrice: “Tema preferito l’acqua che è fonte rigenerante di vita”

Una donna, una moglie, mamma, insegnante, e poi . . . una artista, una vera artista, musicista, pittrice, scrittrice, non è cosa da poco se consideriamo che Daniela Trovato è una giovane signora. Incontro Daniela a casa sua un tranquillo pomeriggio di fine estate, chiacchierare con lei fin dalle prime battute è stimolante, entriamo subito in sintonia. Alle pareti di casa alcuni suoi dipinti, predominano i colori scuri, li osservo, immagino quando li ha dipinti e che cosa ha provato lei nel realizzarli. Nel salone un magnifico pianoforte a coda, mi viene spontaneo pensare a tutte le volte che le sue dita hanno sfiorato quei tasti e la musica ha preso il sopravvento su tutto. Conosco Daniela come scrittrice, e quindi penso che sarà l’argomento centrale del’intervista, ma in realtà non è così perché Daniela mi permette di spaziare tanto nella lunga conversazione, anche se ovviamente voglio conoscere meglio le sue “creature” “Il frammento mancante” e “Aqua”.
Mi incuriosiscono i suoi occhi, il  bel viso da ragazzina che non dimostra la sua età anagrafica, è proprio una bella e dolce signora che vive nel suo tempo, dividendosi tra i molteplici impegni del quotidiano e le sue passioni. I suoi due libri, pubblicati il primo nel 2015 e il secondo nel 2016 hanno ottenuto numerosi consensi. “Il frammento mancante” è stato premiato con menzione d’encomio al premio “M. Buonarroti” 2015 e “Aqua” nel 2016. Con lo stesso libro è stata finalista al concorso nazionale “Argentario 2016” , al concorso letterario “la forza dei sentimenti” 2016 e si è classificata al 3° posto al premio internazionale “Navarro” 2016. Tanti riconoscimenti, tante soddisfazioni per l’autrice, ma queste due opere cosa raccontano, e Daniela cosa ha voluto dire ai suoi lettori attraverso le pagine dei suoi libri?  E’ la stessa autrice a darci le risposte facendoci entrare nel suo mondo pieno di sentimenti ed emozioni.
– Tante passioni nella vita di Daniela, tutte fin dall’infanzia o qualcuna è arrivata successivamente?
Fin da piccola leggevo tanto, avevo il mio diario personale, tutto qui, fino a tre anni fa quando ho avuto la fortuna di incontrare uno scrittore su un social network che mi ha chiesto di scrivere un racconto per un suo libro, da li è nato tutto. Prima piccoli racconti poi storie sempre più lunghe fino a quando mi ha spronata a scrivere qualcosa di mio, qualcosa di personale che avesse un inizio, uno svolgimento e una fine. Ho scritto molto in questi anni, oltre ai miei due libri già pubblicati. La pittura e il disegno sono una passione che ho fin dalla più tenera età. Mia mamma mi mandò ad apprendere le tecniche di base da una sua amica pittrice e così sono nati i miei quadri.
– Quali sono i temi e i colori predominanti nella tua arte?
Il tema ricorrente è l’acqua che tutto trascina ma che allo stesso tempo è fonte rigenerante di vita. Per quanto riguarda i colori predominano il nero e il grigio e nei  miei racconti predomina la drammaticità, poi però il nero lascia il posto ai colori, la drammaticità alla speranza, perché la speranza non deve venir mai meno.
-Nella vita sei moglie, mamma di due splendide fanciulle, sei diplomata in pianoforte, sei docente di scuola primaria, come fai a conciliare tutto questo con le tue passioni?
Dormo poco, la mattina mi sveglio presto e quelle per me sono le ore migliori  per scrivere. Poi sicuramente durante l’arco della giornata se mi viene un’idea, un pensiero, prendo appunti, scrivo qualcosa e poi appena posso lo sviluppo. Comunque credo che aldilà di tutto è importante per poter conciliare il tutto avere una vita serena, una famiglia che da molta carica e questo, per fortuna mia, c’è.
-In poche battute un accenno ai due libri pubblicati.
Il primo nasce dopo un periodo di vacanze trascorse in Trentino con un lago incantevole e il ricordo di una casa fra i boschi. Al ritorno incomincio a pensare di voler scrivere qualcosa, narrando di quella casa e di quel lago, il piccolo racconto cresce, pagina dopo pagina prende corpo, si delinea un’altra storia  e così nasce “il frammento mancante”. Il secondo, “Aqua”, nasce parlando del tema dell’immigrazione, ma questo è solo l’inizio, poi pian piano si delineano le figure delle protagoniste, Awa e Malika, e tutto un susseguirsi di colpi di scena fino alla fine. Il titolo, volutamente in latino è una scelta per ricordare il ritorno alle origini per conoscersi e identificarsi.
-Ed infine un parere sulla partecipazione ai concorsi letterari, oggi molto  frequenti in tutto il territorio nazionale. Sono utili ai giovani scrittori?
E’ importante si, è portare la propria “creatura” fuori dai confini del proprio quotidiano. Io scrivo di getto, nei miei libri ci sono le mie emozioni più profonde. Aldilà della gratificazione quando arriva il premio, il riconoscimento, partecipare è un modo di far conoscere la propria opera, la certezza che è stata letta, valutata, comunque conosciuta.

Gabriella Puleo

 

 

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Posted by on 31 ottobre 2017. Filed under Acireale,Comuni,Cronaca,Cultura,In evidenza. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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