Intervista / Sara Scudero illustra il progetto di accoglienza “Arte migrante” che ha preso il via nella Casa camilliana di Acireale

Trascorrere momenti insieme, pensando che il tempo condiviso sia sempre un momento di crescita personale ed arricchimento culturale. Studenti, migranti, disoccupati, senza dimora, disabili, giovani ed anziani, senza nessuna barriera e distinzione insieme con affetto sincero e spirito di fratellanza per unire difficoltà, solitudini, differenze sociali che sembrano insormontabili ma che a pensarci bene non lo sono.
Questo è lo spirito di “Arte Migrante” progetto di aggregazione, apartitico e aconfessionale che nasce a Bologna nel 2012.  Anche ad  Acireale il progetto ha preso avvio domenica 17 giugno  nel cortile del centro accoglienza San Camillo con una prima serata, a cui ne seguiranno altre con cadenza quindicinale.
Abbiamo intervistato Sara Scudero, giovane acese che da anni è impegnata attivamente nel volontariato e nel mondo associativo della città. Ed è a lei che chiediamo di raccontarci meglio  questo progetto appena avviato nella nostra Acireale.
Qualche cenno cronologico del progetto?
Il progetto nasce a settembre del 2012 da una idea dello studente universitario di antropologia Tommaso Carturan. Lo scopo principale è quello di creare inclusione attraverso l’arte.
Quanti sono attualmente i gruppi di “Arte Migrante” ?
Sono attualmente 22. Noi di Acireale siamo il 21° gruppo che si è costituito e che ha appena iniziato lo scorso 17 giugno la propria attività. Ma i gruppi operanti non sono solo italiani due sono stranieri: Cipro e Saragozza.
Obiettivo comune la fratellanza e l’accoglienza anche attraverso l’arte?
Certamente, esprimersi attraverso la musica e l’arte in genere permettendo di incontrare persone che difficilmente avrebbero potuto conoscersi e familiarizzare.
La scelta ad Acireale di incontrarsi nel centro accoglienza San Camillo come è nata?
Perché è un luogo che accoglie già i senza fissa dimora, è un luogo di accoglienza per tutti coloro che hanno bisogno di un pasto caldo, di assistenza anche ai bisogni più semplici, quotidiani. E’ positivo anche che si trovi in pieno centro storico e quindi facilmente raggiungibile da tutti. Positiva anche la possibilità di avere gli spazi esterni ma anche interni visto che pensiamo di incontrarci ogni 15 giorni e non sempre è possibile utilizzare il cortile esterno.
Come nasce il gruppo “Arte Migranti” di Acireale?
Siamo venuti a conoscenza del progetto tramite una acese che vive a Pisa e che è stata il tramite per iniziare a conoscere i vari gruppi e  il suo ideatore. Abbiamo partecipato a degli incontri del gruppo di Palermo e così abbiamo deciso di crearne uno anche con sede nella nostra città. Siamo un gruppo spontaneo, la maggior parte studenti.
Come si svolgono gli incontri?
C’è in un certo senso un programma che serve principalmente a conoscersi. Si inizia con un gioco sociale a cui segue la cena e poi il momento della condivisione. Si danza, c’è musica, si parla. C’è una bella risposta della città e questo è positivo. Conoscendo le persone, ci accorgiamo che molti luoghi comuni cadono e i migranti, specialmente, riescono a farsi conoscere e ad entrare in contatto con gli abitanti del luogo.

Gabriella Puleo