Interviste / Il dott. Salvatore Scalia: ” Terremoto, finita l’emergenza formale si aspetta il decreto per ricostruire”

Sono trascorsi tre mesi dal sisma che ha colpito Acireale e molte delle sue frazioni e con il passare dei giorni cresce la preoccupazione e l’ansia dei cittadini che hanno perso la loro casa e oggi vivono in strutture ricettive del luogo, in seconde case per chi ne ha la possibilità o presso parenti ed amici. Ma è importante non abbandonare coloro che vivono una esperienza così difficile, privati del loro quotidiano come la propria casa sa dare. Ecco allora che i cittadini di Fleri, Poggio Felice e Pisano hanno costituito un comitato “terremotati di Santo Stefano”.

Guidati dal presidente, dottore Salvatore Scalia, ex procuratore generale di Catania e dal vice presidente Giuseppe Messina perseguono l’obiettivo di non far spegnere i riflettori su quanto accaduto e di poter essere portavoce di queste frazioni così duramente colpite. Si, perché oggi queste piccole comunità non esistono più, chi ha perso tutto si è dovuto necessariamente trasferire e questi luoghi rischiano di diventare luoghi fantasma.

Il dottore Scalia nell’intervista che segue ci parla di quello che il comitato vuole tutelare ed attenzionare, parlando dello stato attuale delle procedure da seguire per poter dare avvio alla rinascita dei luoghi colpiti dal sisma.

Dottore Scalia come e quando è nato il comitato “terremotati di Santo Stefano”?

Il primo comitato è nato  spontaneamente a Zafferana subito dopo il terremoto, successivamente si è costituito a Pennisi, Piano D’Api, Aci Sant’Antonio ed Aciplatani. Visto che l’idea del comitato è stata positiva abbiamo creato un coordinamento con due rappresentanti per ogni comitato, riunendoci periodicamente per fare il punto della situazione e valutare le richieste da fare alle istituzioni. Un servizio che permette ai cittadini, attraverso una App, di chiedere informazioni e notizie, di venire informati sulle circolari emanate. Si è aggiunto al nostro comitato un avvocato che volontariamente partecipa alle riunioni dando chiarimenti di sua competenza. Il comitato agisce su due versanti, uno per dare informazione alla popolazione e l’altro per prendere gli imput che ci vengono da questo, e rapportarci con le istituzioni. Abbiamo scritto una lettera al presidente del consiglio e ai vicepremier per sollecitare l’adozione del decreto sulla ricostruzione. Attualmente abbiamo un decreto per l’emergenza.

Dove si riunisce attualmente il comitato?

Il comitato di coordinamento si riunisce in una sala del palazzo di città ad Acireale messa a disposizione dal sindaco Stefano Alì che spesso è presente alle riunioni.

Attualmente quale è la situazione per quel che riguarda la risposta del governo nazionale?

Pensavamo e speravamo che il decreto della ricostruzione potesse essere coevo a quello dell’emergenza, capiamo che i cittadini che vivono in albergo sono stanchi, vorrebbero tornare al più presto nelle loro case. Bisogna però considerare che se ogni cittadino che ha avuto un problema di inagibilità del proprio edificio riceverà circa venticinquemila euro, difficilmente potrà fare i lavori per far rientro a casa. C’è anche purtroppo un errore di informazione del cittadino che pensa che lo Stato dovrà ricostruire le case ma non è così.

Il vescovo Raspanti celebra messa all’aperto per i terremotati

Secondo lei la città di Acireale come sta vivendo questo periodo post sisma?

Il terremoto ha colpito duramente poche frazioni, la città di Acireale ha subito pochi danni e quindi il comitato lamenta il palese disinteresse della città nei confronti dei piccoli centri. Purtroppo è una storia di marginalità. Per fortuna la stampa, sia locale che nazionale, ci sta seguendo e questo è importante per non spegnere i riflettori.

La regione Sicilia è vicina alla nostra popolazione?

Ho incontrato personalmente il presidente Musumeci, si parlava di stanziare circa 20 0 30 milioni di euro, purtroppo allo stato attuale non è arrivato nulla.

Quali sono le prospettive nei tempi brevi?

Bisogna aspettare il decreto ricostruzione, l’emergenza è finita.

Gabriella Puleo