Intolleranza religiosa / Cause, punti di forza e richiami storici. La questione resta aperta

Oggi il mondo è una miscela di culture, etnie e religioni differenti. Anche se l’intolleranza è all’ordine del giorno, difatti (nonostante la percentuale di attacchi terroristici sia diminuita dal 2014 al 2017), essa rimane comunque molto alta. Le cause sono da ricercarsi principalmente in 3 fattori: fisici dovuti alle discriminazioni razziali, di giudizio visto proprio come un contrasto fra modi di pensare e una mancata tolleranza verso le opinioni altrui, e culturali per quello che riguarda la religione, le tradizioni e le usanze stesse. Questi sono i punti di forza di movimenti razzisti, tra quali il “movimento suprematista bianco” (a cui diceva di appartenere il giovane che ha compiuto un attentato poco tempo fa in una chiesa in Nuova Zelanda), o il “ku klux klan” (movimento razzista tristemente famoso e tuttora presente nel sud degli Stati Uniti d’America). Tutti, naturalmente, senza alcun fondamento razionale.

Ma come è possibile risolvere questo problema? Sicuramente, è un processo molto lungo che necessita della collaborazione sociale ma anche politica.

Prendendo come esempio la religione islamica, essa non è vista “di buon occhio” a causa dell’ISIS, e sono molti infatti i pregiudizi che la riguardano. Ma non sono solo le religioni ad essere prese di mira, oggi giorno sono ancora presenti discriminazioni razziali che continuano a dividere più che unire.

Questi problemi sono più che altro attuali e non nuovi. E se pensiamo che tra l’XI e il XIII secolo Toledo era conosciuta come la città delle “tre culture”, in cui convivevano pacificamente Cristiani, Musulmani ed Ebrei e ognuno si arricchiva dall’altro, c’è veramente da riflettere.  È in quel periodo inoltre che nasce la scuola di traduttori di Toledo, dove dei trattati di differenti materie tra cui filosofia, fisica, astronomia e altre venivano tradotti dall’arabo al latino e poi dal latino allo spagnolo proprio per fare in modo che tutti potessero accrescere la propria conoscenza. Toledo si poteva definire quindi come un prototipo di unità e pace.

La domanda sorge dunque spontanea: cos’è cambiato? Cosa ha portato tutta questa cattiveria e violenza nel mondo?

Sarah Fortuna

Elisa Grasso

Gabriele Russo

(Gli autori di questo articolo sono alunni del Liceo Scientifico “Archimede” di Acireale che effettuano attività di alternanza scuola-lavoro presso “La Voce dell’Jonio”)