Io, finalmente missionario nell’ “Isola rossa”

Da tempo desideravo fare questo viaggio in Madagascar, così, finalmente, è arrivata l’occasione giusta per partire. Sono trascorsi ben 11 anni da quando ho fondato il Coro Missionario “Madagascar’s Angels” che con il ricavato dei concerti sostiene le adozioni a distanza di diversi bambini malgasci attraverso la Congregazione delle Suore Carmelitane di S.Teresa di Gesù Bambino. Andare a vedere di presenza e toccare con mano il lavoro di 11 anni è stata per me una forte emozione e sapere che il Coro Missionario riesce a coprire la gestione di una intera Scuola di 1.300 alunni è sicuramente una responsabilità che non è da poco. Il Madagascar è la quarta isola più grande del mondo, pari a circa due volte l’Italia, con una  popolazione  di circa 20 milioni di abitanti.

E’ chiamata “isola rossa” per il colore rossastro del terreno, causato dalla presenza di minerali ferrosi. Si tratta di un paese ricco di risorse naturali, ma difetta della possibilità di sfruttarle a causa dell’instabilità politica e dello sfruttamento dei paesi esteri. La povertà è veramente tanta! Quasi la totalità dei malgasci vive in case o capanne di fango e/o mattoni oppure di assi di legno e tetti di paglia. Un unico ambiente serve per tutto e per tutta la famiglia che è sempre numerosissima. Non ci sono servizi igienici né acqua corrente. Pochissimi hanno la luce elettrica. La mancanza di igiene è assoluta! L’età media è di cinquant’anni! In tanti villaggi le scuole si trovano veramente in condizioni precarie e spesso i ragazzi, per raggiungerle, percorrono a piedi nudi parecchi chilometri di sentieri polverosi mattina e sera. Quello dell’acqua potabile è un problema drammatico, per la sua mancanza in determinate zone e, in altre, per il suo essere veicolo di malattie ed epidemie. 

Malgrado ciò, la gente malgascia è sempre molto accogliente,  calorosa e gioiosa. E’ un popolo che ha tanta gioia di vivere nonostante le precarie condizioni in cui si trova e la manifesta nel canto e nella danza. Le missioni in Madagascar sono indispensabili per aiutare il popolo Malgascio e soprattutto tolgono dalla strada diversi bambini, alcuni abbandonati, altri sfruttati per lavori indegni e altri a rischio di essere rapiti e uccisi per l’espianto e traffico di organi. È così che lavora la comunità carmelitana del villaggio di Ilanivato con la quale i “Madagascar’s Angels” collaborano accogliendo centinaia di bambini per sfamarli, curarli ed istruirli. Vivere l’esperienza vicino ai bimbi malgasci è stata fantastica ed indimenticabile. La mia visita è stata per loro come una festa. Questi ragazzini sono bravissimi a cantare in polifonia come se fossero piccoli professionisti.

Attraverso i loro occhi trasmettono tanto amore, hanno uno sguardo puro ed innocente e sono desiderosi di vivere a pieno la loro vita, perché ho percepito che nonostante la loro povertà, hanno tante aspirazioni e si godono la vita come viene, senza pretese. Sarà indimenticabile per me l’esperienza di questo viaggio in Madagascar dove ho avuto la fortuna di toccare con mano tanto amore. Porterò sempre con me il ricordo di quei bambini che mi stringevano forte le mani senza avere l’intenzione di lasciarmi andare.

                                                                                         Michele Patanè

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Posted by on 16 novembre 2011. Filed under Interviste. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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