Istituto San Michele / Cultura e natura nella visita guidata al Parco letterario Quasimodo di Roccalumera

Cultura e natura, coniugate in un felice connubio, sono stati gli ingredienti della giornata che gli studenti delle classi del liceo scientifico paritario dell’Istituto ‘San Michele’ di Acireale hanno trascorso ieri, in visita al ‘Parco Letterario Salvatore Quasimodo’, alla ‘Torre Saracena’ di Roccalumera, amena località in provincia di Messina in cui nacque e visse la famiglia del poeta (tutti i familiari sono sepolti nella locale necropoli, mentre la salma del poeta è tumulata al Cimitero Monumentale di Milano) e, tappa conclusiva, presso la foce del ‘Fiume Freddo’, nell’omonima cittadina ionica, precisamente in località ‘Marina di Cottone’.
Effettuata al mattino, con trasferimento in pullman, la visita al ‘Parco Letterario’ è, in effetti, la tappa conclusiva del percorso didattico compiuto, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa di Quasimodo, dagli studenti della classe quinta. Si è trattato di un’attività inserita nel progetto ‘Alternanza Scuola-Lavoro’, ma l’uscita didattica ha coinvolto tutte le classi del liceo dell’Istituto San Michele, accompagnate da alcuni professori, tra cui il prof. Giovanni Seminara, docente di materie letterarie della classe quinta, nonché dal dirigente scolastico prof. Giovanni Vecchio e dal direttore dell’Istituto, padre Alfio Cantarella. Accolti da un loro coetaneo, dotato di buonissima competenza, gli studenti sono stati guidati alla scoperta del ‘Parco Letterario’, gestito dagli amici di Quasimodo, che ha sede nel dismesso scalo ferroviario di Roccalumera ove, all’interno del giardino-museo, stazionano cinque vagoni merci adibiti a treno-museo dentro ai quali è stata allestita una galleria fotografica.
Nei locali dello scalo ferroviario si trovano parecchi cimeli del poeta, tra i quali i mobili dello studio originale della casa milanese, la laurea conseguita presso l’Università di Messina e vari documenti del poeta e dei suoi familiari. E’, altresì, possibile visionare filmati delle teche Rai e di emittenti televisive estere, per esempio la cerimonia di consegna del Premio Nobèl per la letteratura, prezioso riconoscimento, conferito a Stoccolma e consegnatogli da Re Gustavo di Svezia, che fu attribuito al poeta non per l’Ermetismo ma per la poesia civile, nello stesso anno in cui l’Italia vinse anche il Nobèl per la fisica.
Tutto il materiale esposto nel ‘Parco Letterario’ è stato donato da Alessandro Quasimodo, figlio del poeta e promotore dello stesso ‘Parco’. Il ‘Nobèl’ conseguito da Quasimodo nel 1959 fu poi battuto all’asta nel 2015 per volontà del figlio in spregio al padre ed oggi si trova a Firenze.
L’ubicazione del ‘Parco Letterario’ nel dismesso scalo ferroviario roccalumerese ricorda l’attività di capostazione esercitata dal padre e dal nonno paterno del poeta; Quasimodo nacque nel 1901 da famiglia roccalumerese a Modica, in provincia di Ragusa, ove il padre era stato trasferito per il suo lavoro di ferroviere ed anche la casa natale di Modica è stata trasformata in un museo. I familiari desideravano che anche il figlio Salvatore nascesse a Roccalumera, ma le intemperie del momento non consentirono il necessario spostamento da Modica.

La scrivania di Quasimodo

Il cognome originario della famiglia era ‘Quasimòdo’, perché il nonno del poeta, nato da una relazione extraconiugale della madre, fu da questa affidato alle suore per non creare scandalo; il cognome che gli fu attribuito deriva dall’antifona della domenica ‘In Albis’ (oggi della ‘Divina Misericordia’): ‘Quasi modo geniti infantes’. Fu poi lo stesso poeta a trasformare il cognome secondo l’attuale grafìa.
Altro momento sempre legato al poeta roccalumerese è stato la visita alla ‘Torre Saracena’, anch’essa parte del ‘Parco Letterario’; Quasimodo ne fa menzione nella poesia ‘Vicino ad una torre saracena per il fratello morto’. La torre fu costruita dagli arabi contro le incursioni nemiche e successivamente contro le scorribande saracene; restaurata nel 2001, essa conserva al proprio interno una stampa del ‘700, rinvenuta in un museo di Stoccolma, che raffigura la torre nel suo antico aspetto e le famose tempere dipinte dal poeta a ricordo della sua infanzia trascorsa a Roccalumera.
Concluso il momento ‘culturale’, si effettuava, come da programma, la sosta alla foce del ‘Fiume Freddo’ in località ‘Marina di Cottone’, immergendosi nella contemplazione della natura dell’azzurro e spumeggiante mare Jonio prima di fare rientro ad Acireale, con  legittima soddisfazione di tutti i partecipanti.

Nando Costarelli

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