Istituto San Michele / Gli studenti ai Laboratori nazionali del Sud per saperne di più sulla Fisica nucleare e la ricerca applicata

 

Particolare dell’acceleratore Tandem

L’amore per la conoscenza, per il sapere, tradotto concretamente in argomenti scientifici utili alla ricerca e, quindi, al miglioramento della qualità della vita è ciò che muove ed anima gli studiosi ed i ricercatori dei Laboratori Nazionali del Sud. Coordinati dall’I.N.F.N. (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), in collaborazione con l’Università, annoverano tra loro la locale sezione di Catania, con sede in Via S. Sofia, in cui la teoria diventa pratica, grazie alle apposite apparecchiature disponibili. In occasione della XVI Settimana della cultura Scientifica, lo scorso tre aprile, gli studenti dell’Istituto San Michele di Acireale, Liceo Scientifico Paritario, diretto dai Padri Filippini, hanno visitato, insieme ad alcuni docenti ed al Preside, Prof. Giovanni Vecchio, la sede dei Laboratori di Catania. I discenti hanno avuto, così, la possibilità di osservare da vicino un mondo tanto complesso, qual è quello della Fisica Nucleare, quanto fondamentale, per la comprensione dei fenomeni del reale. Se le nozioni teoriche sono basilari, per permettere agli studenti la conoscenza degli argomenti, è importante che di essi se ne abbia anche un riscontro pratico, che completi detta conoscenza. Ciò vale, soprattutto, per determinate discipline, tra le quali, appunto, la Fisica Nucleare, che si presta perfettamente all’indagine pratica dei suoi elementi. Così, finalmente, quel “nucleo”, tanto noto per mezzo dei libri di testo, ha acquisito maggiore familiarità con gli alunni del San Michele. In questo appuntamento di “osservazione ravvicinata” è stato il protagonista, dal momento che è il principale oggetto di studio ed interesse del laboratorio.

Rilevatore di neutrini

La visita è stata guidata con chiarezza espositiva dalla Dott.ssa Cettina Maiolino dell’I.N.F.N., che è perfettamente riuscita a comunicare ai presenti la passione incondizionata per la ricerca, stimolante gli studiosi nel loro cammino di “scoperta”. Scoprire, o meglio, cercare di capire quali reazioni hanno portato alla formazione degli elementi visibili del Creato, dal Big Bang al nucleo. Lo studio avviene nel Laboratorio per mezzo della “collisione”, tra loro, dei nuclei stessi e la successiva rivelazione dei frammenti emersi. Necessario per l’indagine è un acceleratore di particelle (TANDEM), un bersaglio che contenga il nucleo, nonché gli imponenti apparecchi di rivelazione (Chimera, Magnex, Medea), che aiutano a comprendere le proprietà della materia. Interessante il settore riguardante i beni culturali (LANDIS). Il lavoro certosino dei ricercatori è condotto anche sui manufatti archeologici e permette di capire l’autenticità o meno degli stessi. Inerente l’attività del Laboratorio è anche il settore riguardante l’Astrofisica, interessata ai processi di formazione delle stelle e particelle, come i “neutrini”. A tal proposito, degna di nota, riguardo la rilevazione di “neutrini”, è l’apposita infrastruttura sottomarina, realizzata nella zona di Porto Palo di Capo Passero (SR).

Certamente, comprendere determinate dinamiche, per chi non fa parte del settore, non è molto semplice. È estremamente utile, tuttavia, anche soltanto conoscerne l’esistenza. Sapere, ad esempio, l’importanza che riveste la Fisica Nucleare nell’ambito degli studi condotti per la cura del

La dott. Cettina Maiolino davanti all’acceleratore Tandem

tumore all’occhio. Vedere l’apparecchiatura, utilizzata in Laboratorio per detta patologia, rende concreto, nella mente dello studente, il lavoro svolto, che ha portato “l’adroterapia” ad ottenere ottimi risultati. Molti altri sono i campi di indagine verso cui si concentra l’attenzione della ricerca e tutti degni di nota, come il monitoraggio a distanza, il “real-time”, con cui vengono controllate le scorie radioattive. Ciò ai fini della tutela dell’ambiente e, quindi, dell’uomo stesso.

Si è trattato di un’esperienza, per gli studenti del San Michele, ricca di contenuti didattico-educativi. Essa ha messo in luce quanto sia importante che ciascun operi nel proprio settore e dia il proprio contributo per la conoscenza. Dalla voglia e dal coraggio di mettersi in gioco, proponendo le proprie teorie a chi di competenza, si amplia, infatti, la sfera del sapere e la possibilità, al tempo tesso, di trarne indirizzi utili per il vivere quotidiano nel rispetto e nell’amore del Creato.

Rita Messina   

 

 

 

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Posted by on 14 aprile 2017. Filed under Catania,Comuni,Cronaca,Cultura,In evidenza,Scuola. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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