La conversione di Paolo di Tarso

Se Saulo in persona mi avesse raccontato della sua conversione, non saprei dire come ci sarei rimasto…forse attonito,  impressionato, colpito.

Mosaico raffigurante San Paolo.

«Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». «Chi sei, o Signore?». E la voce: «Io sono Gesù, che tu perseguiti! (At 9,4-6). Un fatto trasformante, come lo definisce Benedetto XVI: “In seguito all’evento straordinario accaduto lungo la via di Damasco, Saulo, che si distingueva per lo zelo con cui perseguitava la Chiesa nascente, fu trasformato in un infaticabile apostolo del Vangelo di Gesù Cristo. Nella vicenda di questo straordinario evangelizzatore appare chiaro che tale trasformazione non è il risultato di una lunga riflessione interiore e nemmeno il frutto di uno sforzo personale. Essa è innanzitutto opera della grazia di Dio che ha agito secondo le sue imperscrutabili vie”. (tratto dall’omelia della celebrazione dei vespri, 25 gen. 2012)

Ci avviciniamo alla memoria liturgica di questa festa, giorno 25 gennaio. Chiediamo a Mons. S. Raciti, parroco di San Paolo in Acireale, cosa significa celebrare questa festa: “La conversone di Paolo rappresenta un rinnovamento della sua vita secondo i disegni di Dio ed la comunità cristiana ha riconosciuto in egli una valida guida. Egli che ha annunciato il Vangelo alle genti diventa per noi esempio di testimonianza”. Nella medesima parrocchia  alle ore 18 del 25 gennaio si terrà una celebrazione presieduta dal Vicario generale  Mons. G. Giombanco.

San Paolo raffigurato come un viandante

San Paolo raffigurato come un viandante