La Domenica del Papa / La felicità non è una app. Francesco agli oltre 70mila ragazzi: “La vostra felicità non ha prezzo e non si commercia”

La libertà è il dono di poter scegliere il bene, non il poter fare sempre quello che piace. Nella domenica in 755x491xSDP_6493-755x491.jpg.pagespeed.ic.FKj6meSMBccui la liturgia ci propone, con il Vangelo di Giovanni, il comandamento nuovo, che distingue il cristiano in un mondo segnato dalla superbia e dalla mancanza di attenzione vera nei confronti dell’altro – “amatevi gli uni gli altri” – in questo giorno Papa Francesco si rivolge ai giovani e ai ragazzi che incontra in piazza San Pietro, per il Giubileo loro dedicato, e dice: l’amore “è la carta di identità del cristiano, è l’unico documento valido per essere riconosciuti discepoli di Gesù”. È un dialogo che ha come tema l’amore concreto: “Non l’amore ‘nelle nuvole’”, ma “l’amore concreto che risplende nella sua vita. L’amore è sempre concreto. Chi non è concreto e parla dell’amore fa una telenovela, un teleromanzo”. Ma amare non è facile “è impegnativo, costa fatica” ricorda Francesco; amare vuol dire donare “non solo qualcosa di materiale, ma qualcosa di sé stessi: il proprio tempo, la propria amicizia, le proprie capacità”.
Il brano del Vangelo di questa domenica inizia con una indicazione temporale: “Quando fu uscito”. Chi? Si tratta di Giuda, sul quale è scesa la notte del rifiuto e del tradimento; Giuda che lascia la sala del banchetto ed esce anche dallo spazio dell’amore che avvolge e illumina: “Ed era notte”. È questo amore che Francesco ripete ai giovani; è questo amore che Francesco mette in primo piano quando a Lesbo, nel suo recentissimo viaggio, ha detto che i profughi non sono numeri ma persone: sono volti, nomi, storie e come tali vanno trattati. In un tempo in cui troppo spesso i diritti si trasformano in privilegi per il singolo, e l’altro è, appunto, un numero, un fastidio, un pericolo, un ostacolo, un “oggetto” da sfruttare, il Papa dice ai ragazzi che amare vuol dire donare; e invita a guardare al Signore che, dice, “è invincibile in generosità”.
Come non pensare, in questi giorni in cui l’emergenza immigrazione è in primo piano, alla storia del nostro Paese, quando per amore della propria famiglia, molti nonni e padri, hanno lasciato la casa e la terra per andare a lavorare in un’altra nazione, in un altro continente: pensiamo al dolore e alle sofferenze per questi prolungati distacchi; ma nello stesso tempo quanta solidarietà tra persone che parlavano la stessa lingua, quanta amicizia e quanto aiuto.
Non è anche questo un aspetto di quel comandamento nuovo che leggiamo così in Giovanni: “Che vi amiate gli uni, gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni gli altri”. L’amore, ricorda Francesco, “è il dono libero di chi ha il cuore aperto; è una responsabilità, ma bella, che dura tutta la vita”. Di qui l’invito a non accontentarsi della mediocrità, a “non vivacchiare stando comodi e seduti; non fidatevi di chi vi distrae dalla vera ricchezza che siete voi, dicendovi che la vita è bella solo se si hanno molte cose”. Insomma la felicità vera non è un app che si scarica dal telefonino: “Nemmeno la versione più aggiornata potrà aiutarvi a diventare liberi e grandi nell’amore”. Anche nel videomessaggio che Francesco registra per i ragazzi, torna l’immagine del telefonino, per dire che qualche volta capita che non c’è campo e non si riesce a fare la telefonata; in alcuni posti il cellulare non prende. Direte: cosa c’entra questo con l’amore e la capacità di essere discepoli di Cristo? Lo spiega così il Papa: “Ricordate che se nella vostra vita non c’è Gesù è come se non ci fosse campo! Non si riesce a parlare e ci si rinchiude in se stessi. Mettiamoci sempre dove si prende! La famiglia, la parrocchia, la scuola, perché in questo mondo avremo sempre qualcosa da dire di buono e di vero”.
L’amore, dunque, è essere accanto all’altro, come Gesù che non ha avuto timore di mangiare accanto a colui che lo avrebbe poi tradito; l’amore è una mano tesa per aiutare chi si trova in difficoltà: una mano, quella del Signore, che aiuta ad alzarsi e porta in alto.

Fabio Zavattaro