La Festa della donna – 13 / Suor Maria Rosa, badessa del monastero di Santa Rita a Cascia: “Cercate la Verità dentro di voi, perché è lì che abita”

L’evoluzione del  ruolo  della donna ha mutato profondamente la nostra società nella sua struttura più profonda ed essenziale, le donne sono sempre state una risorsa in casa, contribuendo nel silenzio del focolare domestico alla crescita del nostro Paese,  impegnate nel lavoro, nel sociale e in politica; ci sono anche delle donne che, nel silenzio della preghiera e con il  dono della loro vita a Dio, costruiscono ponti di grazia a sostegno dell’umanità.

Nel cuore della Valnerina, in Umbria, in un luogo storico, si adagia imponente il monastero di Santa Rita da Cascia, vissuto da una comunità monastica Agostiniana, composta da 40 suore di clausura; donne che, sull’esempio di Santa Rita, vivono in clausura la propria vita di preghiera e consacrazione a Dio.

Da meno di un mese, la comunità del monastero ha scelto la sua nuova madre badessa, suor Maria Rosa Bernardinis; a Lei la comunità monastica si affida in un legame di filiale amore.

Nata a Udine 58 anni fa, settima di otto fratelli, cresce in una famiglia cristiana, nella quale attinge i primi elementi di fede cristiana, soprattutto l’esempio della semplicità, condividendo le difficoltà e i progetti della famiglia numerosa.

Sarà la partecipazione ad un Corso Vocazionale   organizzato dalla Diocesi, che la avvicina a Dio. A 23 anni entra in monastero a Cascia, prima come sorella esterna, esente quindi dalla clausura. Vivendo accanto alle sorelle, comprende la sua vocazione e il progetto che Dio ha per  Lei;  da allora sono trascorsi più di 30 anni.

L’intervista che, con molto timidezza ed emozione, le chiediamo, in vista dell’Otto Marzo, giorno nel mondo laico occidentale celebra la Festa della donna, viene accolta dalla madre priora con  entusiasmo  e una grande generosità.

Come irrompe Dio nella vita di una donna secolare e la trasforma in un “dono” per l’umanità?

“Servendosi di mediazioni umane, come nel caso mio: un sacerdote, la sorella più piccola che mi confida che si sposerà l’anno seguente, la mamma che mi suggerisce di farmi aiutare nel discernimento, senza avere fretta.  Poi può accadere anche ascoltando la Parola di Dio; oppure attraverso un evento doloroso. E’ comunque un dono del Signore che ti conquista e lascia l’impronta della gioia e della pace, quando si è trovato il posto giusto.”

Lavoro e preghiera è il binomio della vita all’interno del monastero, qual è la visione del mondo di oggi? Come si vive la modernità e l’accesso ai nuovi strumenti della comunicazione?

“Per noi Agostiniane si parla di 3 componenti nella vita monastica: la preghiera, lo studio  e il lavoro. Questo perché la ricerca di Dio deve portarci alla comunione con le sorelle attraverso la condivisione. Lo studio non è fine a sé stesso, ma deve aiutare a dilatare il cuore per essere capaci di amare l’altra, come l’ama Dio. Richiede quindi grande capacità di ascolto e di  umiltà.
Per quanto riguarda poi i mezzi di comunicazione, li usiamo   con moderazione, per  approfondire tematiche, per conoscere e allargare anche lo spazio della condivisione;  per consolare (pensi alle tante persone che ci scrivono o ci telefonano per ricevere una parola di consolazione e di speranza).
La modernità ha portato tanti benefici; quello che conta è servici delle cose per migliorare il servizio e la vita, non per restare schiave di esse.”

Il Valore della Santità di Santa Rita da Cascia come può essere di aiuto ai giovani di oggi?

“Vedo molti giovani arrivare a Cascia da Santa Rita, soprattutto in prossimità degli esami o di qualche concorso si rivolgono a Lei per poterli superare. Rita sa che quei ragazzi sono un po’ anche figli suoi. E’ stata madre e continua a esserlo, seguendoli anche nella loro vita di fede. Ho visto anche giovani portare a Rita le tesi di laurea come ringraziamento per l’aiuto ricevuto nel corso degli studi.  Sicuramente si instaura tra loro una specie di simpatia che nel tempo non viene meno.”

Cosa rappresentano l’anello nunziale e la corona del Rosario di Santa Rita?

“L’anello di Santa Rita è formato da due mani che si stringono, sono il simbolo del patto coniugale. E’ un richiamo alla stabilità nel matrimonio. Occorre pregare tanto per le giovani coppie, perché comprendano la loro vocazione  al matrimonio,  cioè quella di rendere presente con il loro amore l’amore che Cristo ha per la Chiesa, sua Sposa.
La corona è simbolo della preghiera che deve sostenere la vita del cristiano in ogni vocazione. Con la preghiera del Rosario ripercorriamo  la  vita di Cristo, in compagnia di Maria, per imparare da Lei ad essere  più conformi a Gesù.”

Lei è stata scelta dalle sue consorelle per essere la madre badessa, ma, vuole essere chiamata “Madre  Priora”; perché?

“Il termine badessa è benedettino, non agostiniano. Priora è il termine più conforme a quello che Sant’Agostino chiede nella Regola a una superiora. Sono la  ‘prima’  tra le pari: nel dare l’esempio, nel coordinare i doni delle sorelle, nel cercare insieme il volto di Dio.”

Il monastero ha al suo interno tantissimi spazi dedicati alla vita di Santa Rita, quale luogo lei preferisce e perché?

“Il monastero, oggi, ha più spazi di quelli in cui è vissuta Santa Rita, perché sono stati fatti degli ampliamenti nel tempo, fino a ospitare, negli anni 60- 65 monache.
Quando i pellegrini, che visitano i luoghi ritiani terminano il pellegrinaggio, vi possiamo accedere anche noi. Amo molto stare seduta nel chiostro e guardare la pianta della vite dell’obbedienza. E’ per me un forte richiamo a questo voto e soprattutto a essere un tralcio fecondo unito alla vite che è Cristo.”

Organizzate corsi di orientamento per la vocazione femminile, cosa sono e a cosa giovano?

“Sì, in agosto: quest’anno dal 7 al 12. Una équipe di monache si prende cura delle partecipanti al corso, con l’aiuto di meditazioni e momenti di condivisione, e spazi di riflessioni personali,  e  fa sperimentare loro il nostro carisma agostiniano. Chiediamo alle giovani che desiderano partecipare di portare con sé la Bibbia, di lasciare per un momento telefonini e altro per mettersi nella verità del Signore e comprendere quale progetto ha Dio su di loro. Abbiamo visto fiorire molte vocazioni sia al matrimonio, sia alla vita religiosa monastica e apostolica.”

L’umanità oggi ha difficoltà a comprendere il valore dell’ascolto della “Parola di Dio” e si sta perdendo in un vuoto esistenziale, l’uomo non è più al centro delle politiche sociali e politiche, è stato sostituito dallo spread, dall’economia imperante. Cosa  abbiamo sbagliato secondo Lei?

“Non avere lasciato Dio al primo posto sulla scala dei valori; di conseguenza, l’uomo ha smarrito la sua identità. La Parola di Dio è difficile da comprendere  finché l’uomo non accetta la sua finitudine, il suo essere creatura amata da Dio, e non si fida di Lui. S Agostino lo sa bene e prega: “Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in te”. Solo un cuore umile sa porsi in ascolto e di Dio e dell’uomo.”

Madre Priora, quale messaggio da mamma, monaca di clausura, priora del convento di Santa Rita da Cascia offre ai giovani di oggi?

“Siete la speranza del nostro futuro. Cercate la verità non fuori di voi ma dentro di voi, perché è lì che abita. E, se il Signore vi chiama a seguirlo più da vicino, non abbiate paura. Il Signore chiede tutto, ma è generoso con chi spera in Lui.”

Margherita Ferro

 

 

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Posted by on 6 marzo 2017. Filed under Chiesa,In evidenza,Interviste,Società,Spiritualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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