La Festa della donna – 6 / L’ingegnere-architetto-stilista Maria Giovanna Costa e il suo sogno del microdistretto artigianale per le donne di San Berillo di Catania

L’ingegnere Maria Giovanna Costa è una donna poliedrica, mette insieme professionalità, arte e cuore per farne una miscela unica nel suo genere.

Da anni si occupa di costruzioni edili e di moda, mette insieme designer e materiali per costruzioni, in un unicum innovativo, ma è il cuore l’elemento migliore della miscela.

Infatti, il suo maggiore impegno è rivolto al quartiere San. Berillo di Catania, cercando di portare aiuto sociale, non solo a parole, ma con i fatti, portando interessi e la capacità di sviluppare lavoro.

L’ Ingegnere Maria Giovanna Costa è  determina  ad aiutare attraverso il suo lavoro e il suo impegno, tante donne che vivono in contesti sociali difficili. Un grande impegno e tanta volontà.

E’ riuscita a realizzare le sue ambizioni senza rinunciare ad essere madre e moglie.

Ingegnere,  qual è stata la sua sfida più importante come donna?

La sfida più importante per me è stata quella di riuscire a condurre una vita dignitosa nella mia terra,  la mia amata Sicilia,  laureandomi in ingegneria edile – architettura, frequentando anche corsi di fashion designer e interior designer, riuscire a mantenere un rapporto solido da 15 anni con mio marito e avere una bimba meravigliosa, senza abbandonare mai i miei sogni … sentirmi soddisfatta per quello che ho  … Tutto questo grazie ai valori e agli insegnamenti della mia famiglia, soprattutto di mia madre, donna di grande cuore ed esempio di vita.

Amore, perdono e   umiltà sono alla base della mia vita, di quella educazione familiare, gratificata dall’amore della mia famiglia, ho potuto mettere a fuoco i miei sogni, le mie passioni.

Non sempre i giovani, riescono a mettere a fuoco la gratitudine nei confronti dei loro genitori, si dà per scontato ciò che viene loro dato; io, studiando moda a Roma, ho sperimentato a piene mani la gratitudine dell’essere figlia.

Come pensa di cogliere l’obiettivo moda e lavoro a San Berillo?

Nella realizzazione dei costumi  e nella realizzazione  di una collezione di abiti creata con il tessuto  ideato da me, ispirato e dedicato a San Berillo, ho provato una grande soddisfazione nel riuscire  a realizzare tutto ciò. Ho avuto la possibilità di collaborare per la realizzazione del progetto con il   cantante Antonio Bruno, un grande artista siciliano che, con il suo videoclip “ Particolare“, lancia un bellissimo messaggio d’amore e di solidarietà, con l’architetto Renato Basile, che ammiro molto per le sue attività al museo Reba e per il suo impegno  verso il quartiere San Berillo, i truccatori Angelo Leonardi e Desirèe Lagati e i fotografi dell’associazione Renarossa  e tutte le protagoniste dei video, i fotografi e  tutte le maestranze, senza le quali, sarebbe stato impossibile realizzare questo mio lavoro.

Tra di noi si è creata una sinergia unica, uniti dalla passione e dal desiderio di realizzare un progetto, che non è solo moda, produzione, ma anche solidarietà verso le diverse Etnie che vivono insieme e a tante donne sfortunate.

Qual è il messaggio che vuole dare la donna ingegnere stilista?

Il messaggio che voglio dare è impresso nel tessuto che ho realizzato, è quello di amore verso un quartiere che da sempre fa discutere … stop alle violenze razziali e a quelle psicologiche … basta a voler sempre etichettare tutto, persino le persone.  Il  tessuto denominato  “San Berillo” viene utilizzato in tutti i costumi, ogni ragazza rappresenta in maniera creativa e ironica le diverse etnie.

Possiamo conoscere lo stile e il valore morale di qualche sua creazione?

Mi soffermo su due abiti: il primo abito l’ho chiamato “Sposa Fenice”,  creato con materiale particolare utilizzato nell’edilizia, è dedicato al le donne di San Berillo e simbolicamente a tutta l’umanità,  a coloro che  sposano  battaglie difficili, dure come la pietra.  La Sposa Fenice  personifica  il quartiere San Berillo,  la pietra utilizzata nell’abito, rappresenta  metaforicamente gli edifici del quartiere … quindi come la città di Catania, che più volte è rinata dalle sue ceneri vulcaniche così la Sposa Fenice, cioè la donna di San Berillo, possa rinascere a nuovere opportunità.

Il secondo, “Work in Progress or SuperHero”, è un abito da donna con un casco da cantiere edile, dedicato a tutte le donne che ricoprono ruoli in  ambienti, dove si ritiene  inappropriata la donna.

Il quartiere San Berillo è un cantiere  aperto, che ha bisogno di tante cose, le persone che ci vivono e i loro bisogni, la necessità di dare dei servizi, di aiutare i ragazzi e le ragazze ad avere un futuro migliore; per fare questo  ci vogliono dei super eroi per riuscire?

Gli abiti rappresentano delle lavorazioni all’uncinetto e al punto a croce e vogliono creare uno stile nuovo, una miscela tra la antica tradizione artigianale dell’arte femminile siciliana e l’innovazione di oggi.

Ma qual è il suo sogno?

Il sogno è la realizzazione di un microdistretto artigianale per le donne. Dare alle donne di San Berillo una opportunità di riscatto attraverso il lavoro, attraverso la creazione di laboratori creativi nei quali l’arte del ricamo, dell’uncinetto, del tessuto, della modellistica e sartoria a supporto delle mie collezioni possa dare un futuro a queste donne.

Quale messaggio alle future generazioni?

Credere nelle proprie capacità, utilizzare i talenti a disposizione e puntare su se stessi. Non esiste una ricetta unica, ma facendo squadra ci si sente più forti. Facciamo del nostro lavoro strade di solidarietà per chi vive nel bisogno, diamoci le mani e tutti insieme cerchiamo una strada verso la gioia.

Margherita Ferro

 

 

 

 

 

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Posted by on 4 marzo 2017. Filed under Catania,Comuni,Cronaca,Cultura,Economia,In evidenza,Interviste,Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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