La rinuncia del Papa. Padre Lombardi: “Come il Papa vive il dopo”

Come il Papa “vive il dopo”? Ha risposto anche a questa domanda, padre Lombardi, nel corso del briefing.

Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana

Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana

Visto che la decisione di Benedetto è stata “libera e serena”, ha ribadito padre Lombardi, quella che fa seguito alla rinuncia è una condizione inedita “che può richiedere anche da parte sua un tempo di tranquillità, di riflessione e di adattamento alla sua nuova situazione”. Quanto alla scelta della nuova abitazione, il portavoce ha ribadito che “è una decisione sua, nessuno impone al Papa dove deve vivere”. Del resto, “il Papa conosce molto bene il Vaticano, va tutti i giorni a passeggiare, a dire il Rosario, conosce perfettamente i luoghi”. Così, sono ora in corso i lavori di restauro del monastero di clausura sul colle vaticano, dal quale “l’ultimo gruppo di suore – ha riferito padre Lombardi – se n’è andato via a novembre, e poi sono cominciati i lavori”. Tra le curiosità espresse dai giornalisti: perché l’indicazione delle ore 20 come “termine ultimo” del 28 febbraio, data scelta dal Papa per la fine del suo ministero di successore di Pietro? “Perché la normale giornata operativa del Santo Padre – ha risposto padre Lombardi – si conclude a quell’ora. Il 28 febbraio, vissuto in modo normale e ordinario, è l’ultimo giorno del pontificato”. Quanto al trasferimento a Castel Gandolfo, è anche possibile che avvenga nel pomeriggio del 28, ma ancora non ci sono indicazioni.

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Posted by on 12 febbraio 2013. Filed under Chiesa,Cronaca,In evidenza,Società. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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