La scienza vista da vicino – 8 / Democrito, che 2500 anni fa vide il Visibile e l’Invisibile

Il prof. Pagano ci parla oggi di un altro grande saggio dell’antichità, Democrito, colui che – forse per primo – ipotizzò l’esistenza degli atomi.

Democrito di Abdera (450 a.C.), tra i più grandi saggi dell’antichità, aveva raggiunto una comprensione dell’“invisibile” molto vicina alla concezione moderna. Leggiamo dal De caelo di Simplicio un brano molto significativo: “Democrito ritiene che la materia di ciò che è indistruttibile consiste in piccole sostanze (enti o Atomi), infinite in numero; […] Egli reputa gli enti così piccoli da sfuggire ai nostri sensi […] Da questi enti, […] fa derivare per aggregazione e combinazione i volumi percettibili che chiamiamo corpi”. L’immenso Archimede (287 – 212 a.C.) di Siracusa (si veda “La Voce dell’Jonio” 2 maggio 2018 – http://www.vdj.it/la-scienza-vista-da-vicino-archimede-scienziato-e-dissidente-siracusano-riscoperto-grazie-a-degli-studiosi-illuminati/), fisico, astronomo, ingegnere e matematico, condivise con Democrito la stessa visione dell’invisibile in rapporto al mondo visibile. Senza la concezione democritea sull’invisibile, non sarebbe stato possibile ad Archimede formulare le leggi della statica e le leggi sull’equilibrio dei corpi galleggianti. Con la morte di Archimede, la distruzione delle grandi biblioteche e l’avanzare della “globalizzazione” romana, la scienza democritea viene progressivamente dimenticata. Le grandi conquiste degli antichi pre-socratici nei vari campi della conoscenza – Matematica, Logica, Musica, Astronomia, Fisica, Cosmologia – si restringono in una capocchia di spillo: nella testa di pochi saggi, tra i quali ci piace ricordare Lucrezio (autore del De rerum Natura). Democrito ricompare con Galileo Galilei (si veda “La Voce dell’Jonio” 26 giugno 2018 – http://www.vdj.it/la-scienza-vista-da-vicino-4-limportanza-dellastronomia-nella-scienza-moderna-galilei-e-il-suo-rivoluzionario-metodo/) che, sulle orme di Archimede, riconsidera l’invisibile per comprendere il visibile. Galileo scopre con il suo ‘’cannone’’ telescopico quattro satelliti di Giove, mai visti prima. Era l’anno 1610. Con Galileo il Sole ritorna a ricoprire il ruolo privilegiato che già Aristarco di Samo gli aveva assegnato. La fisica Democritea, alla ricerca dell’invisibile, si estende rapidamente con i nomi di Newton, D’Alembert, Mendeleev, Einstein, Curie, Rutherford, Fermi (si veda “La Voce dell’Jonio” 17 maggio 2018 – http://www.vdj.it/la-scienza-vista-da-vicino-2-enrico-fermi-il-padre-dellera-atomica-un-italiano-con-la-passione-per-la-fisica-fin-da-ragazzino/), Majorana, e molti altri grandissimi scienziati, fino ai nostri giorni in cui una nuova astronomia è nata con la scoperta delle onde gravitazionali (si veda “La Voce dell’Jonio” 5 luglio 2018 – http://www.vdj.it/la-scienza-vista-da-vicino-6-onde-gravitazionali-le-ultime-arrivate-benvenute-ma-le-aveva-gia-previste-einstein/).

La grande avventura umana alla scoperta dell’invisibile è approdata fino ai nostri giorni. A Democrito, giustamente, è intitolata una via all’interno del CERN di Ginevra.

Angelo Pagano
(dirigente di ricerca dell’Istituto di Fisica Nucleare di Catania)

 

 

 

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